Terrorismo, espulsi quattro africani. Viminale: «Uno diceva di voler fare attentati in Italia»

Mercoledì 19 Settembre 2018
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Terrorismo, espulsi quattro stranieri. Viminale: «Uno auspicava attacchi in Italia»
Quattro stranieri sono stati espulsi per motivi di sicurezza dello Stato, poiché ritenuti vicini ad ambienti dell'estremismo islamico. Si tratta di un imam tunisino e tre egiziani. Lo comunica il Viminale, che attraverso una nota ufficiale spiega: «I tre egiziani sono stati rimpatriati con volo diretto a Il Cairo. Il primo, 30 anni, detenuto per reati comuni, era stato sottoposto, durante la detenzione, ad attività di osservazione per aver esultato in occasione dell'attentato terroristico compiuto a New York il 1° novembre 2017 sulla pista ciclabile a Lower Manhattan. L'uomo aveva più volte auspicato il compimento di attacchi simili anche in Italia, ed era riuscito a creare un gruppo di adepti tra i compagni di detenzione grazie al suo carisma».

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«Il secondo, 40 anni, recluso per reati comuni - prosegue la nota - durante la detenzione aveva manifestato una forte intolleranza nei confronti dei detenuti non di fede islamica nonché dei musulmani che, a suo dire, non osservavano correttamente i precetti coranici. In particolare, lo straniero ha posto in essere condotte prevaricatorie, associate ad esternazioni di estrema superiorità ed al totale rifiuto di integrazione con il resto della popolazione carceraria, arrivando anche a sottrarre con la violenza, ad un compagno di detenzione, un crocifisso ed alcuni santini al fine di impedirne la preghiera».

«L'altro cittadino egiziano, 31 anni, condannato e detenuto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, era stato notato in un sodalizio di detenuti, guidato da un suo connazionale espulso lo scorso giugno dal territorio nazionale. Impegnato nella divulgazione del messaggio radicale all'interno dell'istituto di pena, l'uomo aveva imposto ai suoi compagni di detenzione, con atteggiamenti prevaricatori, la rigida osservanza dei precetti coranici».

«Il quarto espulso è un 32enne cittadino tunisino, detenuto per rapina e reati di droga, nel carcere di Rebibbia a Roma. Quale Imam, durante la preghiera che era solito guidare, si dedicava ad una pressante azione di divulgazione dell'ideologia radicale. In particolare, il cittadino straniero aveva elogiato gli autori di alcuni attentati compiuti nei Paesi occidentali, manifestando il proprio dolore per la morte del noto terrorista tunisino Anis Amri di cui si era detto pronto ad emulare le gesta. Scarcerato lo scorso 22 agosto, era stato trasferito ad un CPR in attesa del rimpatrio, eseguito poi dall'aeroporto di Roma Fiumicino. Con questi ultimi provvedimenti sono 326 le espulsioni eseguite dal gennaio 2015 ad oggi, di cui 89 nel 2018», conclude la nota del Viminale .
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