Terremoto, forte scossa di magnitudo 6.5 sentita anche a Roma. Feriti e crolli

Terremoto, forte scossa di magnitudo 6.5 sentita anche a Roma. Feriti e crolli
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Una nuova forte scossa di terremoto di magnitudo 6.5 ha fatto tremare tutta l'Italia centrale alle 7.40 di questa mattina. La scossa, il cui epicentro è stato vicino a Norcia, in provincia di Perugia, è stata avvertita anche a Roma e nel resto del Paese. Il sisma di oggi è il più violento degli ultimi decenni in Italia.

Una donna di 92 anni residente con la famiglia a Bevagna è  stata colta da malore durante le scosse ed è  morta. Lo conferma il sindaco di Bevagna Annarita Falsacappa che aggiunge: "Non abbiamo più  notizie di una nostra concittadini di 56 anni che sarebbe uscita di casa durante le scosse e al momento risulta irreperibile.  Sono state attivate le operazioni di ricerca".

Crolli in tutto il cratere del terremoto del 24 agosto che aveva raggiunto magnitudo 6. La scossa è stata avvertita dalla Puglia al Trentino Alto Adige. Panico anche a Roma: hanno tremato le pareti dei palazzi, gli oggetti sono caduti a terra, la gente è uscita in strada. Altre scosse si sono susseguite nella mattinata, la più forte alle 13.07 di magnitudo 4.7 con epicentro Perugia è stata sentita forte anche nella capitale. Un'altra scossa di magnitudo 4.5 è stata registrata dall'Ingv alle 14.34, con epicentro tra Norcia e Castelsantangelo sul Nera.

 

 

«Nonostante questa gravità impressionante del sisma peggiore da quello in Irpinia ad oggi al momento non c'è nessuna perdita di vite umane», ha detto il premier Matteo Renzi. Domani Consiglio dei ministri. Qualche decina i feriti, di cui due gravi. Tre persone sono state estratte vive dalle macerie a Tolentino.

Il governatore delle Marche paventa che «con l'allargamento della zona colpita si arrivi a decine di migliaia di sfollatii». «Ci sono problemi di viabilità dappertutto, a cominciare dalla Salaria che è chiusa», ha detto il capo della Protezione civile. La strada che collega Visso con Norcia è crollata a due chilometri dal comune marchigiano ed è totalmente inagibile. Grandi difficoltà per raggiungere Norcia, crepe e massi dovunque, chiusa la statale delle Tre Valli. Dopo il fenomeno delle 7.40, sono seguite altre 50 repliche di magnitudo maggiore di 3.0. Sospesa la circolazione dei treni lungo 5 linee, fra Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo.

Il terremoto di magnitudo 6.5 (ricalcolata dall'iniziale 6.1), con epicentro alla profondità di 9 chilometri, ha avuto un'intensità tale da interessare una zona che si estende almeno per 20-25 chilometri, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). «Interessa un'area ampia - ha aggiunto - localizzata tra quella che si è attivata con il sisma del 24 agosto e quella che si è attivata il 26 ottobre». 

Colpite le zone già devastate dal sisma del 24 agosto: crolli si sono registrati a Norcia, dove si sono create crepe anche nella pavimentazione della piazza, crollate la basilica di San Benedetto e la concattedrale di Santa Maria Argentea. Frati in ginocchio davanti alla statua di San Benedetto a Norcia con accanto cittadini impauriti. Le strade di accesso a Norcia sono aperte solo per i mezzi della protezione civile.

Paura di nuovo anche ad Arquata ed Amatrice, devastate dal terremoto del 24 agosto. Il sindaco Pirozzi: «Ci sono crolli in tutta la zona: è venuta giù la chiesa di Sant'Agostino e il campanile con l'orologio. Siamo di nuova in piena emergenza», ha detto. Soccorse numerose persone per crisi di panico. 

Il centro storico di Penna San Giovanni (Macerata) è stato chiuso, a livello cautelativo, su indicazione dei vigili del fuoco in attesa di una verifica più approfondita. Sul campanile della Chiesa di San Giovanni, nella piazza centrale del borgo, è evidente una crepa. Il Comune presenta diverse lesioni, anche importanti, da verificare. Fuori del nucleo di Penna San Giovani, sulla provinciale verso Sarnano, nella chiesa neogotica di San Giuseppe di Villa Pilotti, già danneggiata dal sisma di agosto, è crollato il campanile sul tetto della navata centrale sfondandolo.

È crollato quasi completamente l'Hotel Domus Laetitiae a Frontignano di Ussita, sulle montagne del Maceratese, nell'epicentro del terremoto, una struttura vicino agli impianti sciistici già gravemente danneggiata il 26 ottobre. È quanto riferisce una pattuglia della Guardia di Finanza che si é spinta fino alla località turistica a 1350 metri di altezza. L'albergo era vuoto a seguito delle scosse dei giorni scorsi.

«Non siamo in grado di prevedere quando e come tale sequenza sismica andrà a scemare, né possiamo in linea teorica escludere altri terremoti forti come e più di quelli avvenuti fino ad oggi in aree adiacenti a quelle colpite in questi mesi». Lo dice il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria. Secondo il Cnr «se da una parte questa sequenza è fortemente preoccupante, dall'altro lato la propagazione laterale fa sì che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0». 

Numerose le strade statali e provinciali chiuse nelle marche, nel Lazio, in Umbria e in Abruzzo per i crolli o per i rischi legali al terremoto che ha colpito l'Italia centrale.

Domenica 30 Ottobre 2016, 07:48 - Ultimo aggiornamento: 19:47
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