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Terremoto, più di 100 feriti lottano per la vita: la piccola Giorgia e gli altri

Terremoto, più di 100 feriti lottano per la vita: la piccola Giorgia e gli altri
di Rosalba Emiliozzi
4 Minuti di Lettura
Sabato 3 Settembre 2016, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 15:36


dal nostro inviato

AMATRICE Più di cento feriti ancora in ospedale, storie drammatiche di sogni spazzati via, famiglie mutilate, ricordi stracciati dalle macerie di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Venti feriti sono in condizioni critiche o hanno appena lasciato la terapia intensiva per perseguire le cure nei reparti. Negli occhi dei parenti vedono il terrore di pezzi di realtà che devono ancora scoprire.

LE BAMBINE
Al Mazzoni di Ascoli - nelle Marche ci sono 22 persone ancora ricoverate su 50 feriti complessivi - c'è la bimba romana, salvata dalle macerie la cui storia ha commosso il mondo. Giorgia, 4 anni compiuti nel reparto pochi giorni fa, è stata salvata dalla sorella Giulia, morta a 9 anni nel tentativo di farle scudo col suo corpicino, sepolta dalle pietre della casa dei nonni di Pescara del Tronto. «Giorgia sta meglio - dice il vescovo Giovanni D'Ercole che ieri è andato a farle visita in ospedale - ma lo choc è ancora molto forte». Con la bambina sopravvissuta è ricoverata anche la mamma per un forte schiacciamento: ora sta migliorando. «Cosa dire - replica il vescovo - si parla in silenzio, un abbraccio a volte vale più di tante parole».

I GENITORI
Accanto a loro, papà Fabio Rinaldo (la famiglia vive in zona Tiburtina) e il fratello della mamma, Fabio. Si fanno coraggio, ma c'è un dolore muto per l'altra bambina che non c'è più.
Anche Marisol, 18 mesi, non ce l'ha fatta. Feriti i genitori. Il papà Massimiliano Piermarini, veterinario di 28 anni residente ad Ascoli Piceno, ferito alle gambe e a un braccio, è uscito l'altro ieri dall'ospedale Mazzoni. Il giorno prima aveva lasciato l'ospedale Torrette di Ancona, la mamma Martina Turco, 28enne anche lei, che ha riportato lo schiacciamento di un rene. Massimiliano e Martina, che si sono innamorati sui banchi dell'Università di Teramo, parlano spesso tra loro del piccolo angelo. «Come stiamo? Si va avanti, la vita continua, purtroppo bisogna andare avanti - dice Massimo Piermarini, nonno di Marisol, ufficiale giudiziario del Tribunale di Ascoli - Quello che è successo non lo accetto, non lo accetterò mai, ma so che ora si deve ricominciare». Con il ricordo impresso di Marisol, l'unica nipote, sepolta dalle macerie della casa di Arquata del Tronto, nelle Marche, di proprietà dei nonni, dove tutti insieme stavano passando le vacanze. «Io e mia moglie per un caso non c'eravamo e non c'erano gli altri due miei figli» dice nonno Massimo.
Al Mazzoni versa in gravi condizioni un'anziana di Roma che con il marito era andata ad Amatrice per un funerale ed ha passato la notte in paese: lui è morto, lei è rimasta gravemente ferita ed è in rianimazione. Accanto alla donna ci sono le due figlie.

GLI OSPEDALI ROMANI
Molti dei feriti del terremoto - 239 gestiti dall'Ares della Regione Lazio, cento ancora in ospedale - sono stati portati negli ospedali di Roma dove il personale è stato richiamato dalle ferie per far fronte all'emergenza. Al policlinico Gemelli, che ha accolto 28 persone (21 già dimesse), è ancora ricoverata una cinquantenne che nel crollo dell'abitazione ha perso la mamma e una nipote di 13 anni, figlia del fratello. Parenti e amici preferiscono non dire nulla. La famiglia è spezzata e la donna deceduta, Delia Lelletta Iezzi, 83 anni, residente a Roma, non aveva molta voglia di passare le vacanze ad Amatrice, erano anni che non ci andava più, si è lasciata convincere dalla festa per i 50 anni dell'amatriciana e dal bel clima familiare che solo i paesi dei nonni sprigionano.

I NIPOTINI
Si è salvato ed è riuscito a salvare tutta la sua famiglia la moglie, la figlia e tre nipotini piccoli - Alessandro Rosace, 69 anni, romano, ferito gravemente alla schiena dal crollo dell'abitazione di Sant'Angelo, frazione di Amatrice: è stato operato al Gemelli e sta guarendo. «È stato un miracolo, fortuna che i bambini dormivano in un'ala della casa che era stata ristrutturata e che ha retto» ha detto commosso.

I GEMELLI
Al San Giovanni l'equipe di psicologi, il giorno prima del funerale, hanno dato la notizia della morte di due gemelli romani, Simone e Andrea Serafini, 7 anni, alla mamma Veronica, ricoverata in terapia intensiva. La donna ha accanto i parenti, non hanno voglia di parlare, pensano solo a farle forza. Lei tiene dentro un dolore profondo, indescrivibile. La nonna dei gemelli, appresa la notizia, ha avuto un infarto ed è ricoverata all'Utic.
Al San Salvatore dell'Aquila versa ancora in gravi condizioni Alessio Bucci, figlio di Arnaldo, uno dei titolari dell'albergo Roma di Amatrice, è ricoverato in Rianimazione con altri due feriti: una giovane rumena e di un 94enne, provenienti da Amatrice. «Alessio sta migliorando, anche se è sotto stretta osservazione, siamo fiduciosi in una ripresa» dice la cognata Katia.

IL TAGLIALEGNA
Ad Amatrice corre di bocca in bocca la storia di Paolo Moriconi, 46 anni, un lavoro precario, sempre pronto a darsi da fare. «La sera del terremoto è andato a dormire presto perché la mattina dove andare a tagliare la legna nei boschi per guadagnare qualcosa - racconto un amico - Mi devo alzare prestissimo, vado a casa, così sto anche un po' con mamma ci ha detto». Paolo è morto sotto le macerie, mamma Giovanna, protetta dai detriti dal letto capovolto, lo ha chiamato per ore: «Paolo, Paolo, rispondimi? Dove sei?». Estratta dalla macere è stata ricoverata a Roma per la frattura di una spalla, non ha più lacrime.
 

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