E alla fine non ha potuto fare altro che ammettere, che confermare l’esistenza di un rapporto. Messa di fronte all’intreccio di tabulati telefonici, posta dinanzi allo scambio di telefonate e messaggi, lei ha annuito, per altro confermando quanto emerso finora dalle indagini. «Sì, è vero, avevo un legame con il dj, ma eravamo solo nella fase iniziale, non so cosa sia accaduto quella notte in tangenziale».
Eccola la donna dei misteri, eccola la studentessa Marzia, ragazza di buona famiglia, di ritorno da un periodo di ferie, da poco sbarcata a Napoli dopo una vacanza, che si ritrova catapultata in una sorta di thriller estivo: quello della manovra killer effettuata in tangenziale da Aniello Mormile, che ha provocato la morte della fidanzata storica del dj, ma anche di un agente di commercio di Torre del Greco.
Marzia, Aniello e Livia: suo malgrado, oggi la studentessa diventa un pezzo di un’istruttoria approdata allo snodo cruciale.
Ma c’è volontà di capire, di mettere a fuoco, di ragionare su possibili moventi in grado di sostenere l’accusa che tiene in cella oggi Mormile. Duplice omicidio volontario è l’ipotesi investigativa battuta dalla Procura di Giovanni Colangelo, alla luce di una ricostruzione che fa i conti con filmati e testimonianze. Cosa ha spinto il 28enne a invertire il senso di marcia e ad azionare una manovra che sembra ragionata, meditata? È lo stesso gip Claudio Marcopido, che inchioda al momento il dj, ad insistere sulla volontarietà del gesto. E ieri mattina la Procura ha battuto su una possibile causa scatenante, legata alla gelosia, a un probabile litigio tra Nello e Livia per la presenza di un’altra donna.
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