Nuoro, tangenti per costruire impianto solare: 5 arresti tra cui ex portiere di serie A

Martedì 3 Ottobre 2017
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I finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Cagliari hanno arrestato cinque persone tra il capoluogo sardo, Forlì, Nuoro e Modena per corruzione. Tra loro Davide Galantuomo 56enne, ex amministratore di un Ente della Regione Sardegna, l'Enas, ed ex sindaco di Quartu Sant'Elena e l'ex portiere del Cagliari e del Torino Renato Copparoni. Le indagini, condotte dalla Gdf sotto la direzione della procura di Cagliari, hanno permesso agli inquirenti di acquisire un grave quadro indiziario per la ricostruzione di un episodio di corruzione relativo alla costruzione di un impianto di energia rinnovabile nella Zona industriale di Ottana (Nuoro).

Destinatari del provvedimento restrittivo ai domiciliari, sono, oltre Galantuomo e Copparoni, il dirigente di un Consorzio di Cooperative di Bologna Gianni Lolli, 63enne, l'amministratore di una Cooperativa di Forlì aderente al Consorzio, Luigi Betti di 61 anni, un ingegnere Paolo Salvatore Pinna di Desulo (Nu), 54enne e Copparoni,  che ha svolto il ruolo di intermediario. Paolo Salvatore Pinna era già sotto provvedimenti restrittivi per altri episodi di corruzione legati alla manipolazione di appalti in tutta la Sardegna.

A quanto è emerso dall'operazione dei finanzieri dei Nuclei di Polizia Tributaria di Cagliari ed Oristano, sarebbe stata pagata una tangente per la gara di progettazione ed esecuzione di un impianto per la produzione di energia solare nell'area industriale di Ottana. L'importo complessivo della gara era di 9,5 milioni di euro, «la cui  turbativa - spiega l'ordinanza del Gip - può essere desunta dalle modalità di indizione del bando di gara e dagli incontri tra gli indagati». Secondo il gip, «è stata provata in modo certo la corresponsione di una tangente»  di 89.000 euro, destinata «all'ex amministratore unico del predetto ente pubblico sardo (Galantuomo), a titolo di compenso per il buon esito dell'affare illecito» tramite l'intermediazione di Copparoni.

Le indagini, effettuate con intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche e con l'acquisizione di documenti e di dichiarazione di testimoni, hanno fatto emergere che il pagamento della prima tranche della tangente, a fronte della promessa di una somma di 135.000 euro, sarebbe stata spartita tra l'ex amministratore pubblico sardo, un professionista (l'ingegnere desulese Paolo Salvatore Pinna) che si sarebbe prestato a fatturare una fittizia prestazione professionale nei confronti della Cooperativa per giustificare il passaggio illecito di denaro, e un intermediario, risultato essere il trait d'union tra il dirigente del consorzio e l'amministratore della società consorziata, necessario per far poi veicolare la tangente.  



  Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre, 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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