Sprechi alimentari, obiettivo recuperare una tonnellata di cibo

Sprechi alimentari, obiettivo recuperare una tonnellata di cibo
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Mercoledì 14 Settembre 2016, 18:45 - Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 14:31

L'Italia sprecona anche in tempi di crisi economica, con un carrello della spesa del valore di 12 miliardi di euro che ogni anno finisce nella spazzatura, prova a girare pagina. Entra in vigore da oggi la legge contro gli sprechi che renderà più semplice donare cibi in eccedenza o farmaci mal etichettati agli indigenti. Anche nei ristoranti sarà sdoganata la family bag e diventerà una consuetudine chiedere a fine pasto una sportina - proposta spesso in versioni di design e con materiale ecologico - per consumare a casa vino e pietanze ordinate in eccesso. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del consiglio Matteo Renzi che, parlando oggi agli studenti del nuovo Polo scolastico Mondovì Piazza (Cuneo), ha sintetizzato: «vuol dire che non bisogna buttare via».

«Obiettivo del provvedimento - ha sottolineato il ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina - è recuperare una tonnellate di alimenti l'anno, con priorità della destinazione agli indigenti. Si tratta - ha commentato su Facebook - di una delle più belle e concrete eredità di Expo Milano 2015, la dimostrazione che si può passare dalle parole ai fatti, proprio come ci siamo impegnati a fare con la Carta di Milano. Nel nostro Paese sprechiamo ancora troppo, ma adesso abbiamo uno strumento in più per ridurre questi numeri e avvicinarci all'obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo all'anno, donandole a chi ne ha bisogno attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi».

La legge, ha precisato la prima firmataria Maria Chiara Gadda (Pd), è pensata per aumentare la consapevolezza dei consumatori su quanto viene buttato al macero. Per questo, semplifica le procedure burocratiche per le donazioni da parte di enti pubblici e esercizi privati, quindi anche bar, mense e ristoranti, oltre che supermercati e aziende agricole. Distinguendo la data di scadenza (oltre la quale il cibo non è più commestibile) dalla data entro cui è preferibile consumare il cibo, la norma specifica che i prodotti con indicato «da consumarsi preferibilmente», potranno essere donati fino a 30 giorni dopo la data indicata.

Quanto ai farmaci permette che possano essere donati quelli "mal etichettati", qualora l'errore di etichettatura non riguardi scadenza e possibili effetti avversi. Prevede infine agevolazioni fiscali per chi dona, campagne informative antispreco nelle scuole e istituisce il Fondo nazionale per la ricerca scientifica finalizzata alla limitazione degli sprechi. 


 

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