Ruby ter, Berlusconi indagato con i suoi legali: «Testimoni corrotti». Ira del Cav

Giovedì 23 Gennaio 2014 di Claudia Guasco
Berlusconi e  Ruby

Silvio Berlusconi è indagato per corruzione in atti giudiziari. La nuova ipotesi d'accusa nei confronti del Cavaliere è stata formalizzata dalla procura di Milano, che ha aperto il fascicolo Ruby ter.

«A seguito degli atti trasmessi dal tribunale di Milano, IV sez.penale in data 25.11.2010 (in relazione alla Sentenza 24.6.2013) in data odierna si è proceduto alla dovuta iscrizione nel Registro notizie di reato per i soggetti e i reati rispetivamente segnalati. Il procedimento che ha assunto il n. 2934/14 RGNR mod 21 è stato assegnato al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio».

Tra i 45 indagati le Olgettine, Ghedini e Longo. Con l'ex premier nel registro degli indagati figurano altre 44 persone, tutte coinvolte nel caso nelle feste che animavano le notti di Arcore: dalle Olgettine al musicista Mariano Apicella, dall'eurodeputata Licia Ronzulli alla fedelissima Maria Rosaria Rossi. Oltre a Karima El Mahroug, il suo ex avvocato Luca Giuliante e i legali del leader di Forza Italia, Niccolò Ghedini e Piero Longo.

Differenziate le accuse: dalla falsa testimonianza per 22 persone che, secondo quanto scritto dal giudici nelle motivazioni delle sentenze Ruby uno e due, avrebbero mentito sul reale svolgimento delle serate a Villa San Martino, alla corruzione in atti giudiziari per il Cavaliere che avrebbe pagato profumatamente le versioni edulcorate fornite da molti testimoni in tribunale. Concorso in corruzione anche per altre 19 persone, tra cui gli avvocati Ghedini e Longo, per Karima e le Olgettine che il 15 gennaio 2011, il giorno dopo le perquisizioni, vennero convocate ad Arcore.

«Berlusconi gravemente indiziato». Il collegio dell quinta sezione penale - che ha condannato Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora - lo aveva messo nero su bianco nelle motivazioni della sentenza: Silvio Berlusconi è «gravemente indiziato» del reato di «corruzione in atti giudiziari» per aver comprato il silenzio non solo delle ragazze sfilate in aula, ma anche e soprattutto di Ruby, alla quale avrebbe promesso «un ingente compenso se avesse taciuto o "fatto la pazza"». Da parte sua Karima, e le altre ragazze con lei, «ha mentito con modalità che non lasciano dubbi» sui party a luci rosse nella dimora brianzola del Cavaliere, sui «suoi rapporti con lui» e sul fatto che l'ex premier «conosceva la sua minore età».

Stop allo "stipendio" delle Olgettine. E adesso? L'inchiesta è appena partita, ma sulle prossime mosse della Procura c'è già chi ipotizza il possibile sequestro del profitto del reato. Solo per le Olgettine si tratterebbe di 2.500 euro al mese, stipendio che Berlusconi - per sua stessa ammissione e come hanno confermato le ragazze davanti ai giudici - ha loro corrisposto dall'inizio delle indagini su Ruby. Ma da qualche mese la generosità del Cavaliere per quelle giovani «la cui vita è stata rovinata dal processo», come ha spesso ripetuto, avrebbe subito un brusco cambio di direzione: niente più sostegno economico, nel timore che l'ipotesi di una reiterazione del reato possa spingere il pm a chiedere per lui gli arresti domiciliari.

Bruti Liberati: iscrizione dovuta, nessun motivo per rito immediato. «Si è proceduto alla dovuta iscrizione nel registro notizie di reato»: è quanto si legge nello scarno comunicato stampa letto oggi dal procuratore della repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati. «Ora saranno fatte le indagini necessarie e non credo che ci sia una ragione per procedere con il rito immediato» ha poi detto Bruti Liberati rispondendo alle domande dei giornalisti.

«Boccassini non seguirà l'inchiesta». «Ilda Boccassini mi ha segnalato che ha altri impegni più pressanti in questo momento» ha detto Bruti Liberati. L'indagine è affidata al procuratore aggiunto Pietro Forno e al pm Luca Gaglio.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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