Offende ragazzo disabile sul treno, poi chiede scusa: «Sono un imbecille»

Offende un ragazzo disabile sul treno, poi si pente e chiede scusa: «Sono un imbecille»
Offende un ragazzo disabile, "colpevole" a suo giudizio, di occupare troppo spazio con la sedia a rotelle e non lasciar posto per i suoi bagagli. Poi però la solita scena di maleducazione diffusa si trasforma in un piccolo miracolo. A raccontare l’episodio avvenuto su un treno regionale è un altro passeggero della stessa carrozza, lo scrittore Matteo Bussola. Un lungo post letto e condiviso centinaia di volte: «Questa situazione sarebbe potuta finire in tanti modi diversi e invece ho appena assistito a un piccolo miracolo»…Questo il post che sta diventando virale e sta commuovendo i social

«Sono su un treno regionale, sto andando a una presentazione del mio libro, fuori una pioggia obliqua cade contro i finestrini. Il treno ferma a una stazione di cui non leggo il nome, alla stazione sale un ragazzo disabile, lo portano su in tre. Il ragazzo è in carrozzina e ha il busto piegato in avanti da un'evidente malformazione. Lo spazio del vagone riservato alle carrozzine è occupato da due ingombranti valigie, il controllore dice a voce alta: 'Di chi sono questi bagagli?!' senza ottenere risposta, allora urla: 'DI CHI SONO QUESTI BAGAGLI?!' e d'un tratto un uomo sui cinquanta si volta da due sedili più avanti, il controllore lo vede e gli intima: 'Li sposti subito, per piacere'. L'uomo sui cinquanta si alza, va a prendere le valigie ma lamentandosi col controllore che insomma, è un'indecenza, sul treno i suoi bagagli nel vano apposito non ci stanno e ora lui dove li mette. Il ragazzo disabile, mentre legano la sua carrozzina con le cinghie, fissa l'uomo senza dire niente, non capisco se la sua disabilità gli impedisca di parlare o se sia, semplicemente, stanco, di quel tipo di stanchezza di chi è purtroppo abituato ad assistere a reazioni come quella. Il controllore si avvicina all'uomo, gli dice che, dato che i vani sono piccoli, se vuole può mettere i suoi bagagli sui due sedili vuoti avanti a sé. È a quel punto che l'uomo si lascia sfuggire la frase, a bassa voce. *Perché questi non se ne stanno a casa invece di andare in giro*, dice. Lo sentiamo io e una signora sui settanta seduta di spalle. Io mi sto sforzando di fare respiri profondi perché sto seriamente pensando di alzarmi e andare a mettergli le mani addosso. La signora sui settanta invece si alza, si volta, si piazza davanti all'uomo, gli dice: 'Lei si dovrebbe vergognare, perché non se ne sta a casa lei invece di andare in giro e costringerci a sentire le sue sciocchezze!'

L'uomo guarda la signora da sotto in su, ha l'espressione di un bambino che è appena stato sgridato dalla madre. Sto per intervenire e rincarare la dose quando: 'Ha ragione', dice l'uomo all'improvviso. 'Mi scusi, scusatemi tutti, sono stanchissimo e ho proprio esagerato'. Un istante dopo l'uomo si alza, va verso il ragazzo disabile, si ferma davanti a lui. 'Scusami davvero', dice, 'sono un imbecille'. Il ragazzo alza gli occhi. 'Tranquillo', gli dice. 'Da quello se vuoi si può guarire'. L'uomo sembra sorpreso dalla risposta, il viso gli si apre in un sorriso, il ragazzo sorride anche lui. Si presentano, cominciano a parlare. Il ragazzo si chiama C., è un ingegnere informatico. L'uomo si chiama S., è un metalmeccanico pendolare. Abitano a neanche dieci chilometri e non si erano mai incontrati. Oggi invece si sono *visti*, che mi pare una cosa assai più importante. Io guardo fuori dal finestrino, ascolto le loro storie a intermittenza, penso che questa situazione sarebbe potuta finire in tanti modi diversi e invece ho appena assistito a un piccolo miracolo. E mi viene in mente che per avvicinare gli esseri umani sarebbero sufficienti quasi sempre tre sole cose: un calcio in culo al momento giusto - da chi si assume la responsabilità di dartelo -, la capacità di chiedere scusa, un sorriso ricambiato. Basterebbe poco, davvero. Basterebbe ricordarselo".
Lunedì 23 Luglio 2018 - Ultimo aggiornamento: 25-07-2018 19:03

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5 di 27 commenti presenti
2018-07-24 09:43:11
Aspettiamo che lo dica anche il bovaro Saviano.
2018-07-24 11:21:03
mi scusi lei non ha capito proprio nulla di quello che ha letto.......ma che c'entra saviano?........e pur vero che matteo è un apostolo.....ma ancora non ho letto il vangelo secondo matteo salvini........se è a questo che si riferisce.......
2018-07-24 12:42:38
guardi che conta solo scrivere cose a caso, meglio se sempre le stesse. a breve seguiranno la Boldrini e Papa Francesco, dia tempo!
2018-07-24 14:11:04
Ah, ho dimenticato mons. Galantino e la foca monaca.
2018-07-24 08:52:22
bella storia.. fa piacere che ogni tanto qualcuno si ravvede dalla propria imbecillità..
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