ROMA

Scontri e feriti prima di Napoli-Fiorentina, Grasso: non tifosi, ma delinquenti

Sabato 3 Maggio 2014
Pietro Grasso
«Questi non sono tifosi ma solo delinquenti!». Lo ha scritto su Twitter il presidente del Senato Pietro Grasso commentando gli scontri vicino all'Olimpico prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. Dieci in tutto i tifosi feriti, tre dei quali, supporter partenopei, in una sparatoria.



Il commento di Grasso «Indigna che ci siano ancora questi fatti», ha aggiunto Grasso su Twitter. E ancora, una volta giunto allo stadio: «Una partita di calcio non si può trasformare in una guerra tra bande con episodi di violenza. Siamo qui per vedere uno spettacolo, per gioire in maniera sportiva e questo deve essere lo scopo di queste manifestazioni. Qualsiasi altra cosa è fuori dallo sport, fuori da qualsiasi comprensione. Indigna che ci siano ancora questi fatti».



Inno fischiato «Spesso il malessere sociale trova queste occasioni per esplodere in una violenza senza senso, che non possiamo accettare», ha poi sottolineato Grasso ai microfoni della Rai. «Bisogna reagire, evitare che si ripetano. Non è possibile privare dello spettacolo chi ama il calcio per colpa pochi facinorosi». Grasso ha poi condannato i fischi all'inno nazionale, prima del tormentato calcio di inizio: «altra espressione di inciviltà».




Marino: violenze intollerabili «Le violenze che si sono verificate nei pressi dello Stadio Olimpico sono vergognose e intollerabili. Hanno rovinato il clima di festa che dovrebbe caratterizzare questi eventi. Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressività. In attesa che si faccia piena chiarezza sull'accaduto e si individuino i responsabili di questo gesto criminale, assicurandoli alla giustizia, il mio augurio è che questo evento sportivo possa immediatamente tornare al suo giusto spirito», ha detto il sindaco di Roma, Ignazio Marino.

Ultimo aggiornamento: 4 Maggio, 00:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Zero pubblico, il Bioparco pensa ai fondi

di Marco Pasqua