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Trattati di Roma, gli 007: «Massima allerta, frontiere chiuse e controlli»

Trattati di Roma, gli 007: «Massima allerta, frontiere chiuse e controlli»
di Valentina Errante
3 Minuti di Lettura
Sabato 18 Marzo 2017, 00:05 - Ultimo aggiornamento: 07:55
ROMA La portata dell’allarme sarà delineata dai servizi di sicurezza nei giorni immediatamente precedenti alla celebrazioni dei Trattati di Roma. Ma lo stato d’allerta per manifestazioni e disordini annunciati è comunque a livelli molto alti. Sembra sempre più inevitabile la sospensione dell’area Schengen, oltre alla consueta chiusura dello spazio aereo. Una misura che pare sempre più necessaria per impedire che gruppi di black block fuori controllo riescano ad attraversare le frontiere arrivando da Francia, Germania, Belgio, Austria e Grecia. Le decisioni del Viminale arriveranno nei prossimi giorni.

LE MANIFESTAZIONI
I maggiori pericoli “interni” sono già stati valutati dal Comitato per l’ordine e la sicurezza due giorni fa: quattro cortei annunciati, sfileranno infatti nella Capitale blindata il 25 marzo. Arriveranno in occasione delle celebrazioni per ricordare i trattati che hanno dato vita all’Unione Europea. La cosa che più preoccupa e che fa innalzare al massimo il livello di allerta per la manifestazione, è il fatto che sarò a distanza ravvicinata con lo sciopero dei tassisti, anche loro schierati contro l’Europa per la “minaccia” Uber. Preoccupazione anche per la presenza il 25 marzo della “Piattaforma Sociale Eurostop”, fortemente contraria all’Ue, ma che ha fatto sapere di aver collaborato con la Questura per studiare un percorso idoneo. Il corteo partirà infatti da piazza Porta San Paolo, attraverserà via Marmorata e via Luca della Robbia, raggiungerà il quartiere Testaccio e dal lungotevere Aventino arriverà a Bocca della Verità. La giornata si preannuncia difficile, visto che sfileranno nelle strade della Capitale tutte le sfumature della protesta contro l’Ue. Le sigle di anarchici e antagonisti sono almeno diciannove. I più facinorosi e a rischio disordini sono gruppi di No Tav, e i movimenti per la casa. La preoccupazione del Viminale è che altri cortei, non autorizzati scendano per le strade e che esplodano manifestazioni estemporanee, che potrebbero sfociare in episodi di disordine pubblico e violente sommosse nelle piazze.

IL PERICOLO
La misura della chiusura dell’area Schengen, in aggiunta a quella dello spazio aereo, sembra una mossa quasi scontata per arginare il pericolo annunciato di disordini e manifestazioni non programmate. Il rischio più grande è che dall’estero, in particolare dalla Germania, dalla Francia e dalla Grecia, possano arrivare altri gruppi estremamente violenti per manifestare contro l’Europa. Il Viminale attende segnalazioni specifiche in merito ai rischi e al possibile arrivo di gruppi da altri paesi. Indicazioni e report dovrebbero arrivare entro una settimana. Subito dopo verranno varate misure idonee ad arginare il pericolo. I contatti con le polizie europee sono comunque costanti. Sono infatti uno strumento fondamentale per raccogliere informazioni e prevenire incidenti. Il pericolo che la celebrazione dei Trattati possa degenerare con devastazioni, come quelle andate in scena a Milano in occasione dell’apertura dell’Expo nel maggio del 2015, è alto. L’obiettivo dei gruppi più violenti potrebbe essere proprio quello dello scontro con le forze dell’ordine, con l’obiettivo di colpire alcune sedi simboliche, anche se periferiche, della Bce. 

L’INTELLIGENCE
Il quadro effettivo della situazione sarà fatto, con ogni probabilità, 36 ore prima delle celebrazioni. Le misure per bloccare gli ingressi dei gruppi antieuropeisti sembrano inevitabili e i contatti con le polizie di Austria, Francia, Germania, Belgio Grecia sono costanti. L’attenzione è concentrata sulle sigle, sia di estrema destra che si estrema sinistra, che si agitano per l’Europa e che potrebbero trovare l’ennesima occasione per manifestare con devastazioni la propria protesta contro l’Ue. Il rischio sono i gruppi isolati e i violenti che potrebbero mettere in atto azioni estemporanee fuori dai percorsi previsti e autorizzati dalla questura. 
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