Sassari, brucia viva la moglie: «Voleva separarsi, meglio morta»

Venerdì 11 Novembre 2016
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«Rinunciare a mia moglie, per me, non era pensabile. Io vivevo per mia moglie e non potevo accettare la sua decisione di separarsi. Meglio morta». Nel racconto choc fatto agli investigatori c'è la spiegazione della follia omicida di Nicola Amadu, panettiere in pensione, di 69 anni, di Sassari, che due sere fa ha ucciso la moglie, Anna Doppiu, di 64 anni. Bruciata viva dopo averla riempita di pugni e calci. L'uomo è da ieri nel carcere di Sassari. Non ha ancora ben realizzato quel che ha fatto. Mercoledì sera, dopo le 21, finito di discutere con la moglie che gli diceva di essere stata dall'avvocato, l'ha presa a pugni e calci, poi ha preso una tanica di benzina da cinque litri dal capanno degli attrezzi, gliel'ha cosparsa sul corpo, le ha dato fuoco e ha telefonato alla figlia. «Vieni a vedere tua madre che brucia», è la versione che riferiscono alcuni parenti. Oggi è iniziata l'autopsia sul cadavere carbonizzato di Anna Doppiu, addetta alle pulizie part-time nell'istituto per anziani «Casa serena». Proprio avantieri era stata dall'avvocato Pasqualino Federici, ma non aveva seguito il consiglio del legale, che la implorava di denunciare il marito. Domani in carcere l'interrogatorio di garanzia alla presenza del sostituto procuratore Emanuela Greco e del difensore di Amadu, l'avvocato Letizia Doppiu Anfossi. «Faccio il mio dovere, me lo impone la deontologia professionale e la Costituzione - spiega il legale - al di là di qualsiasi condizionamento emotivo per questa tristissima vicenda». Amadu si avvarrà probabilmente della facoltà di non rispondere. Quel che doveva dire l'ha già detto l'altra notte. 

Ultimo aggiornamento: 12 Novembre, 12:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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