Violenze sessuali su dodici detenuti, chiesti 14 anni per don Alberto Barin, ex cappellano di San Vittore

Violenze sessuali su dodici detenuti, chiesti 14 anni per don Alberto Barin, ex cappellano di San Vittore
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Martedì 10 Dicembre 2013, 15:29 - Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre, 16:07

I pm di Milano Daniela Cento e Lucia Minutella hanno chiesto la condanna a 14 anni e 8 mesi di reclusione per don Alberto Barin, l'ex cappellano del carcere milanese di San Vittore accusato di violenze sessuali su 12 detenuti, finito in carcere il 20 novembre 2012 nell'ambito dell'inchiesta condotta da Squadra mobile e polizia penitenziaria e coordinata dal procuratore aggiunto Pietro Forno.

La sentenza nel processo con rito abbreviato è attesa per il 21 febbraio.

Stando alle indagini l'ex cappellano del carcere milanese avrebbe fatto leva sullo «stato di bisogno» dei detenuti che si rivolgevano a lui per avere sigarette, shampoo, saponette, spazzolini o 'radiolinè. Piccoli beni per vivere meglio in cella che l'uomo avrebbe consegnato in cambio di favori sessuali. Gli abusi secondo i pm proseguivano in alcuni casi anche quando i detenuti uscivano dalla casa di reclusione, a pena espiata. Don Barin secondo l'accusa li 'invitavà a passare a casa sua per altre prestazioni sessuali, facendo pesare loro il fatto che i suoi pareri di buona condotta erano stati utili, a suo dire, per le scarcerazioni.

Nel capo di imputazione a carico di Barin vengono individuate 12 vittime, tutti uomini di origine africana e di un'età compresa tra i 23 anni e i 43 anni. I fatti contestati vanno dal 2008 al 2012, mentre don Barin è agli arresti domiciliari in un convento, come deciso nei mesi scorsi dal gip di Milano Enrico Manzi, che ha accolto l'istanza presentata dal difensore, l'avvocato Mario Zanchetti.

Oggi all'inizio dell'udienza del processo, davanti al gup di Milano Luigi Gargiulo, i pm hanno depositato una lettera scritta da uno dei detenuti nella quale, in sostanza, l'immigrato accusa Barin per i suoi comportamenti. L'uomo, infatti, aveva raccontato gli abusi subiti in fase di indagini, ma poi in un incidente probatorio aveva ritrattato le sue dichiarazioni. Con la lettera, invece, ha chiarito che la prima versione era quella vera e che nell'incidente probatorio si era sentito 'pressatò dalla presenza di Barin in aula e per questo aveva negato le violenze. Otto detenuti si sono costituiti parti civili nel processo per chiedere i danni a Barin. Alcuni erano presenti in aula, assistiti dai difensori, tra cui l'avvocato Antonio Nebuloni. Oggi parleranno anche i legali delle parti civili, mentre per il 4 febbraio è prevista l'arringa della difesa. Sentenza attesa per il 21 febbraio.

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