Il regalo del sindaco di Napoli/ Populismo contro populismo

di Francesco Durante
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Domenica 12 Marzo 2017, 00:07

Napoli non si meritava il sabato da cani che le è toccato. Ne esce acciaccata e impaurita, con molti danni da pagare e senza aver acquisito alcun vantaggio, né materiale né morale. 

A Matteo Salvini il sindaco de Magistris ha servito su una cornucopia di velluto rosso il regalo più grande che potesse fargli: innanzitutto una eccezionale e del tutto insperata visibilità, e inoltre argomenti tutt’altro che peregrini a proprio favore, relativi a questioni come la libertà di espressione e la necessità di non fomentare la violenza di piazza, argomenti destinati ad aggiungere un corredo di maggior credibilità a tutto il suo consueto repertorio populista. 

Nella sfida tra gli opposti populismi, il sindaco “di strada”, perseguendo un suo personale e spericolato interesse politico che gli impone di proporsi in maniera sempre più esasperata nei panni di un rivoluzionario che in nome di supposte ragioni del popolo è indifferente a qualsiasi convenienza e/o liturgia istituzionale, ha clamorosamente fallito. Oltre ai black bloc, oltre a qualche elemento delle frange più violente del tifo organizzato, oltre a una parte forse nemmeno maggioritaria di quel paio di migliaia di persone che hanno voluto sfidare in corteo Salvini e soprattutto le forze dell’ordine, è difficile pensare che a Napoli ci siano molte altre persone che possano dirsi soddisfatte per come sono andate le cose e siano così cieche da non capire che, a conti fatti, al segretario della Lega è stato reso un servizio di prim’ordine.

Proviamo infatti a immaginare che cosa sarebbe accaduto se il sindaco non avesse deciso di intestardirsi nella sua crociata anti-Salvini. Intanto, la Mostra d’Oltremare, partecipata del Comune, avrebbe incassato 11 mila euro dalla Lega per l’affitto degli spazi in cui si doveva svolgere la manifestazione. Quei denari non li ha invece incassati, e non li incasserà, perché all’ultimo momento è venuta meno al proprio impegno. Si può dire che questo sia un “extra-bonus” offerto a Salvini. Per quanto pochi, quegli undicimila euro a qualcosa sarebbero pure potuti servire. Per come sono andate le cose, il Comune avrà invece da pagare danni assai più sostanziosi, e gli sgomenti cittadini di un intero quartiere dovranno sbrigarsela da soli per leccarsi ferite della cui gravità soltanto oggi sarà possibile rendersi conto. 

Non solo. Se il sindaco non avesse scelto il muro contro muro, probabilmente oggi la stampa si sarebbe occupata della visita di Salvini soltanto con un pezzo nelle pagine interne, e tra le cose cui avrebbe tranquillamente potuto rinunciare ci sarebbe stato di sicuro anche il commento che state leggendo. L’intera faccenda, insomma, avrebbe rivestito un qualche modesto interesse soltanto in ambito regionale, mentre invece è diventata una specie di “breaking news” di tutt’altra dimensione: fin da ieri sera, la prima notizia di tutti i siti internet, di tutte le televisioni, di tutte le radio, di tutti i giornali d’Italia. 

Con il nome di Napoli associato a un rosario di auto distrutte, lanci di lacrimogeni, guerriglia urbana, raid di guastatori incappucciati, cariche della polizia, elicotteri a sorvolare la zona, una Fuorigrotta spettralmente deserta, eccetera eccetera. Non proprio una gran pubblicità. Non proprio un gran servizio reso a Napoli, che, torniamo a dire, davvero non si meritava tutto questo.

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