Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Rovigo, nube tossica: quattro operai uccisi dall'acido solforico. Un quinto è grave. I pm: senza mascherine

Rovigo, nube tossica: quattro operai uccisi dall'acido solforico. Un quinto è grave. I pm: senza mascherine
4 Minuti di Lettura
Lunedì 22 Settembre 2014, 11:42 - Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 00:01

​Quattro operai morti e uno gravemente ferito il tragico bilancio di un tragico infortunio sul lavoro accaduto alla ditta Co.Im.Po. srl di Adria (Rovigo).

I dipendenti dell'azienda che tratta liquami, in via America, nella frazione di Ca' Emo, sono stati investiti da uno sversamento di acido da una cisterna.

Per tre di loro la morte per intossicazione è stata quasi istantanea. Una quarta vittima è stata scoperta dopo che i vigili hanno bonificato il luogo dello scoppio della cisterna. I soccorritori hanno infatti recuperato il corpo di un quarto operaio. Restano invece stabili, e gravi, le condizioni dell'uomo trasportato in ospedale.

Inutili i tempestivi soccorsi del Suem di Rovigo. Sul posto i vigili del fuoco di Adria che hanno provveduto a mettere in sicurezza l'area.

La procura. Per il pm di Rovigo Sabrina Duò, sono «evidenti», ad una prima analisi, i «problemi di sicurezza all'interno della Co.Im.Po». «Errore umano? Tutto può essere - ha aggiunto - ma dai primi elementi sembrerebbe che qui qualcosa non è stato rispettato sotto il profilo del ciclo di produzione». Nessuno dei quattro operai morti indossava le maschere di protezione. Lo ha confermato il pm di Rovigo, Sabrina Duò, all'uscita dal sopralluogo nell'azienda di Cà Emo, frazione di Adria. «I primi soccorritori, cioè in vigili del fuoco, hanno riferito che nessuno dei quattro aveva dispositivi di protezione. Ora faremo tutti gli accertamenti possibili ed immaginabili, ma qui non è solo un problema di mascherine..».

I vigili del fuoco. È un errore umano la probabile causa della nube tossica che provocato quattro vittime ad Adria. «C'è stata una errata manovra nel processo che la ditta faceva per trattare questi reflui, che ha comportato la nube tossica di anidride solforosa» ha detto il comandante dei vigili del fuoco di Rovigo, Girolamo Bentivoglio. Secondo il comandante, la nube si è formata da un mix di acidi - acido solforico ed ammoniaca - che vengono impiegati nel trattamento dei reflui industriali per renderli inerti. L'incidente sarebbe avvenuto durante una fase di travaso degli acidi mentre gli operai e l'autista del camion si trovavano davanti alla vasca dei reflui, un impianto a cielo aperto di circa quaranta metri per trenta. Una delle vittime è stata trovata a circa 100 metri di distanza dalla vasca, sopraffatta mentre tentava di fuggire.

È stato proclamato il lutto cittadino ad Adria per l'incidente sul lavoro che stamani è costato la vita a tre persone all'interno di una ditta per lo smaltimento di rifiuti speciali a Cà Emo, una frazione della cittadina rodigina. Lo ha deciso il sindaco Massimo Barbujani che si è recato sul posto. Due delle tre vittime sarebbero del posto. La zona vicina alla ditta è al momento stata transennata per consentire i controlli dell'aria. L'incidente mortale è stato causato infatti da esalazioni di acido solforico durante le fasi di pulitura di una autocisterna.

Un vigile del fuoco è rimasto contuso in seguito a una caduta accidentale durante le concitate fasi delle operazioni di soccorso ed è stato portato per precauzione al pronto soccorso dell'ospedale di Rovigo per un controllo. Secondo quanto si apprende da fonti dei vigili del fuoco, stava operando con tutta l'attrezzatura - maschera e bombole - prevista in questi casi.

«Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa con profonda commozione la notizia del tragico incidente sul lavoro verificatosi all'interno di un impianto industriale di Adria, ha chiesto al Prefetto di Rovigo di esprimere ai familiari dei quattro operai deceduti i sentimenti di partecipe cordoglio e di rendersi interprete della sua solidale vicinanza all'operaio ferito». Lo rende noto un comunicato del Quirinale.

È stato proclamato il lutto cittadino ad Adria per l'incidente sul lavoro che stamani è costato la vita a tre persone all'interno di una ditta per lo smaltimento di rifiuti speciali a Cà Emo, una frazione della cittadina rodigina. Lo ha deciso il sindaco Massimo Barbujani che si è recato sul posto. Due delle tre vittime sarebbero del posto. La zona vicina alla ditta è al momento stata transennata per consentire i controlli dell'aria. L'incidente mortale è stato causato infatti da esalazioni di acido solforico durante le fasi di pulitura di una autocisterna.

Sarebbe stato un mix incontrollato di sostanze chimiche a provocare le esalazioni che hanno ucciso quattro operai della ditta Co.Im.Po. Secondo una prima ricostruzione, che dovrà essere supportata dai risultati delle autopsie e delle analisi chimiche, non c'è stata alcuna esplosione: gli operai, che secondo quanto si apprende non indossavano le maschere di protezione, avrebbero gettato dell'acido solforico in una vasca che molto probabilmente conteneva già ammoniaca. Il mix delle due sostanze, non controllato, avrebbe provocato le esalazioni che hanno investito i cinque operai, quattro dei quali sono morti sul colpo. Sarà ora l'inchiesta della procura di Rovigo ad accertare se vi siano stati errori o omissioni da parte di qualcuno degli operai e, soprattutto, se siano state rispettate da parte dell'azienda tutte le normative sulla sicurezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA