Roma, espulso marocchino: vuole la cittadinanza italiana, ma non accetta i principi della Costituzione

Giovedì 8 Settembre 2016
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«Con un'altra espulsione, nella tarda serata di ieri, è stato allontanato, per motivi di sicurezza dello Stato, con volo Fiumicino - Casablanca, un marocchino di 33 anni, segretario della Comunità islamica di Treviso e provincia, oltre che, in assenza del titolare, imam supplente. Prestiamo grande attenzione all'attività di esponenti religiosi che, se in contrasto con le nostre leggi e se ostili alle nostre tradizioni, possono condizionare e orientare negativamente i loro fedeli, alimentando sentimenti di odio e di violenza».

Lo dichiara, in una nota, il Ministro dell'Interno Angelino Alfano. «In particolare - aggiunge - questa persona si era rifiutata di prestare giuramento per il conferimento della cittadinanza italiana. Decisione, questa, maturata sulla base del convincimento secondo cui c'è piena incompatibilità tra l'osservanza dei precetti salafiti e la fedeltà alla Repubblica, laddove la nostra legislazione sarebbe portatrice di valori inaccettabili per un musulmano vero: un insieme di peccati su peccatì come, per esempio, la parità tra uomo e donna. In linea con questi sentimenti di avversione verso le nostre regole, ha disprezzato i principi fondanti la nostra Costituzione e ha invitato persino i suoi familiari e i suoi conoscenti a rifiutare la cittadinanza italiana, proprio come lui aveva fatto. A partire dal 2015 sono 12, dunque, gli imam espulsi. Complessivamente, dall'inizio del 2015, si contano 115 rimpatri forzati, dei quali 49 sono stati eseguiti nell'anno in corso».
Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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