Ventenne stuprata a Rimini a Ferragosto, fermato un uomo

Ventenne stuprata a Rimini a Ferragosto, fermato un uomo
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Giovedì 20 Agosto 2015, 13:20 - Ultimo aggiornamento: 21 Agosto, 19:54

«#Rimini: fermato dalla #taskforce il presunto autore della violenza sessuale a una ventenne di Monza a Ferragosto». Lo annuncia la pagina twitter della Polizia. È accusato di una delle tre violenze sulla spiaggia negli ultimi 5 giorni. La vittima dopo una festa era andata a cercare la comitiva in spiaggia. Ma ha trovato il suo stupratore.

Il presunto violentatore della 20enne di Monza è un 27enne senegalese, regolare in Italia, fermato in nottata dalla task force della polizia che ha pattugliato il litorale riminese. Si chiama Seck Massow e ha precedenti per resistenza, ubriachezza e minaccia. E' difeso dall'avvocato Daniela Fontaneto di Novara. Il giovane è stato fermato in spiaggia nei pressi del bagno 106. Il fermato corrisponde alla descrizione fatta dalla ragazza alla squadra mobile: treccine, barba, maglia rossa, pantaloni neri, accento del nord. Infatti il giovane è cresciuto a Novara e si esprime correttamente in italiano. L'arrestato, su disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Paolo Gengarelli, è stato portato in carcere.

Secondo quanto raccontato dalla ragazza alla polizia, la notte di Ferragosto un primo approccio tra i due era stato consenziente, tanto che la giovane aveva prestato il suo codice fiscale al senegalese per comprare le sigarette. Solo dopo la ragazza, probabilmente stordita dall'alcol, si è resa conto di non volere quel rapporto sessuale e la mattina dopo era arrivata in ospedale disorientata ed impaurita. Il senegalese, in Riviera per passare il Ferragosto, avrebbe dormito in questi giorni nella spiaggia libera non lontano dal luogo dello stupro.

È stato il numero di cellulare della ragazza stuprata, registrato nel telefonino, ad incastrare definitivamente il senegalese di 27 anni. La polizia ha infatti trovato il numero di cellulare tra i numeri nell'agenda del telefono del senegalese riconosciuto dalla vittima anche attraverso le foto segnaletiche. Per gli investigatori non vi sarebbero più dubbi, sarebbe stato il senegalese, conosciuto col nomignolo «Sek», residente a Novara, regolare in Italia con permesso di soggiorno, ad abusare della donna, la notte tra il 15 e il 16 agosto.

Dopo soli 4 giorni di indagini, la polizia ha dato un nome e un volto al violentatore portato questa mattina in carcere. «Sono soddisfatto e contento del lavoro fatto», ha detto il questore di Rimini, Maurizio Improta, ricordando come la risposta celere ad un crimine odioso sia arrivata anche grazie «al sacrificio» in termini di lavoro e «umano del personale della questura e della squadra mobile». «Questo arresto e il lavoro fatto dal capo del mobile, Nicola Vitale, mi ha fatto tornare alla mente - ha detto infine il questore - quando esattamente 18 anni fa, il 20 agosto del 1997, mi trovai faccia a faccia col killer della Maiella, il pastore macedone che violentò e uccise due ragazze di Padova». Il servizio di sicurezza notturno disposto della questura sulle spiagge continuerà per tutta l'estate.

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