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Riina, i familiari delle vittime di via dei Georgofili: «Abbiamo difeso il 41 bis, lo dovevamo ai nostri cari»

Riina, i familiari delle vittime di via dei Georgofili: «Abbiamo difeso il 41 bis, lo dovevamo ai nostri cari»
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Venerdì 17 Novembre 2017, 10:16 - Ultimo aggiornamento: 12:55
«È morto Salvatore Riina il boia di via dei Georgofili del 27 Maggio 1993. In via dei Georgofili ha messo in atto "La strage del 41 bis" come la definì il procuratore Gabriele Chelazzi: 5 morti, 48 feriti sono stati il tentativo di Salvatore Riina di far abolire il 41 bis. Abbiamo speso 25 anni della nostra vita e non ce l'ha fatta Salvatore Riina a fare abolire sulla carta bollata il carcere duro ed è morto a 41 bis, questo è quanto dovevamo ai nostri morti».

Così Giovanna Maggiani Chelli, dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, commenta la notizia della morte del capo di Cosa Nostra. «Tuttavia fin da quel 1993 e fino ad oggi - aggiunge - i passaggi da 41 bis a carcere normale, hanno denotato quanta forza nell'ambito dello Stato sia stata spesa per assecondare i desiderata della mafia, ma questo è un capitolo ancora tutto aperto. Stiamo aspettando un processo per capire chi aveva in quel 1993 promesso a Riina ,in cambio di morti, l'abolizione del 41 bis».
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