Raganello, Paola Romagnoli, l'immunologa travolta dalle acque che hanno risparmiato il marito olandese

Martedì 21 Agosto 2018
Dal 1999 Paola Romagnoli, fra le 10 vittime nelle gole del Raganello, viveva a Tolosa, dove lavorava come ricercatrice, ma ancora se la ricordano all'Istituto Besta di Milano, dove subito dopo la laurea è iniziata la sua passione per l'immunologia lavorando nel laboratorio del professor Renato Mantegazza. Nata a Bergamo nel 1963, laureata alla Statale di Milano in biologia, dopo il dottorato ha avuto esperienze di ricerca a Basilea, Bethesda negli Stati Uniti e Losanna.

«Era molto brava e determinata - ricorda Mantegazza - e ha subito cercato uno sbocco fuori dall'Italia». Dopo gli Stati Uniti e la Svizzera Paola è arrivata in Francia, chiamata al Centro nazionale di ricerche scientifiche. E, al centro di Patofisiologia di Toulouse Purpan, con l'olandese Joost van Meerwijk, suo marito, ha creato una squadra di lavoro sulla biologia delle cellule regolatorie T, dalla loro produzione nel timo all'uso terapeutico nei trapianti.

Erano insieme quando sono stati travolti dalla piena del torrente Raganello in Calabria, mentre non erano presenti i due figli che vivono all'estero. Per lei non c'è stato nulla da fare. Il marito è invece ricoverato mentre il fratello di Paola è subito partito da Bergamo per fare il riconoscimento del corpo. «Mio cognato non ricorda nulla dell'accaduto: è successo tutto in pochi attimi» ha spiegato all'Eco di Bergamo dicendo di aver parlato con Paola poche ore prima della tragedia. «Era serena» ha concluso.
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