Ponte Genova, decreto beffa: niente commissario, slittano i lavori

Venerdì 14 Settembre 2018 di Claudia Guasco
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Ponte Genova, decreto beffa: niente commissario, slittano i lavori

dal nostro inviato
GENOVA
Un decreto a metà. Un accordo che è solo la copertina di un testo che è ancora tutto da scrivere: il commissario straordinario non c'è ma arriverà, la criticità della ricostruzione viene affrontata con generici «aiuti e sconti fiscali per individui e imprese colpiti dal crollo«. Ma è un decreto salvo intese, significa che tutto ciò che è stato deciso ora potrebbe cambiare domani. Un mese fa il ponte Morandi collassava trascinando nel vuoto 43 persone, ciò che resta è il dolore e lo scontento di una città ferita che si appresta a ricordare le sue vittime. Perché il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto Genova, ma qui ha il sapore di una beffa: «E' passato tutto sopra le nostre teste», si indignano il governatore Giovanni Toti il sindaco Marco Bucci.

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Quella di ieri è stata una giornata di tensioni in attesa delle notizie in arrivo da Roma, segnata dallo scontro tra il governo e Toti al quale in serata tocca incassare lo sgarbo. Non sarà lui il commissario per Genova: «Il nome sarà deciso successivamente con un decreto del presidente del Consiglio. Il commissario straordinario avrà ampi poteri di procedere e di disporre, per consentire a Genova di avere un ponte più bello, più nuovo e un rilancio della sua immagine», annuncia Giuseppe Conte. Che annuncia: «Torno a Genova ma non a mani vuote. Torno con questo decreto per consentire il ripristino delle condizioni di vita delle popolazioni locali». Ma per vedere il testo potrebbe essere necessario del tempo visto che il decreto è stato approvato, appunto, «salvo intese». Per Toti è stata una giornata sulla graticola: «Piuttosto che un decreto del genere, meglio rinviare». Dice che la Liguria «è stata umiliata», gli sembra impossibile che il premier «intenda portare in Consiglio dei ministri un testo mai neppure letto dalle istituzioni locali».

Le tensioni con il M5s sono ormai oltre il livello di guardia: «Vogliono commissariare la regione», sbotta il governatore. Cuore della questione è la nomina del commissario: i Cinquestelle non vogliono Toti e nemmeno Bucci, che puntano a velocizzare la ricostruzione del viadotto coinvolgendo anche Autostrade, soluzione osteggiata dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli. Che la strada fosse in salita era evidente dopo la lunga telefonata notturna tra Conte e Toti, nella quale il presidente della Regione ha evidenziato vari punti del decreto da «migliorare».

SENSORI SUL PONTE
La priorità di Genova, adesso, sono i 260 sfollati. Che oggi potrebbero manifestare il proprio scontento davanti al premier. Tutti hanno una casa, ma nessuno ha più le proprie cose, tranne qualche sacco pieno di vestiti portato via in fretta e furia prima ch i vigili del fuoco decretassero l'inagibilità della zona rossa. Oggi verranno sistemati i sensori sui pezzi pericolanti, entro sabato i lavori saranno completati: gli abitanti di via Porro e via Fillack, se arriverà il via libera dei tecnici, potranno tornare negli appartamenti abbandonati a recuperare il necessario. Intanto Autostrade per l'Italia assicura di essere pronta a ricostruire e ribadisce la propria disponibilità a dispetto delle intenzioni del governo di tenerla fuori dai giochi.

«Pensiamo di poter dare molto a Genova, in particolare un ponte ricostruito secondo il progetto di Renzo Piano insieme a Fincantieri nei più brevi tempi possibili», afferma l'ad Giovanni Castellucci, insistendo sulle capacità della sua società («I ponti li sanno fare tutti ma noi pensiamo di avere una capacità esecutiva veloce»), ribadendo l'apertura a Fincantieri e restando più neutro su Italferr («Una grande azienda, fa più o meno il nostro mestiere nell'ingegneria»). La cura del ponte, assicura Castellucci, «non è mai mancata» e l'impegno della società è massimo affinché emerga la verità: «La responsabilità ce la sentiamo tutta, ma per parlare di colpa bisogna prima capire cosa è successo».
 
 

Ultimo aggiornamento: 12:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA