Pietro Taricone non ce l'ha fatta
Kasia: grazie a tutti, lui ora ci guarda

Pietro Taricone ne Il covo di Teresa
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Martedì 29 Giugno 2010, 03:45 - Ultimo aggiornamento: 30 Giugno, 14:37

TERNI (29 giugno) - Pietro Taricone morto poco dopo le 2,30 nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Maria di Terni, dove era stato trasferito dopo un'operazione durata oltre nove ore eseguita per arrestare le gravi emorragie e ridurre le numerose fratture riportate ieri durante un lancio col paracadute. Il decesso è stato provocato da improvvise complicazioni. Aveva 35 anni (era nato a Frosinone il 4 febbraio 1975, ma la famiglia è originaria di Trasacco, in provincia de L'Aquila), lascia la compagna Kasia Smutniak e una figlia di 6 anni, Sophie.

La salma di Taricone è stata portata all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Terni e poi messa a disposizione dei familiari per il funerale. Il magistrato che coordina le indagini, Elisabetta Massini, ha infatti deciso di non disporre l'autopsia. «Per noi è tutto chiaro», si è limitata a dire il pm.

Il direttore sanitario dell'ospedale di Terni, Leonardo Bartolucci ha parlato di uno «stato di choc protrattosi per tutto il tempo» e che poi ha portato alla morte dopo un lunghissimo intervento chirurgico. Lo stesso medico ha ribadito che Taricone non ha mai ripreso conoscenza, così come sempre praticamente assente è stata la pressione arteriosa.

Nella cappella dell'ospedale alle 17,30 c'è stata la cerimonia religiosa privata voluta dalla famiglia prima del trasferimento del feretro a Trasacco. Nella bara, Taricone è stato deposto con la tuta da paracadutista e le scarpe da trekking. A officiare quello che è stato definito dai familiari «un momento di preghiera» è stato il cappellano dell'ospedale, Dumitru Podac, il quale ha spiegato che si è trattato di esequie senza l'eucarestia. I congiunti di Taricone hanno chiesto ai giornalisti di tenersi a distanza.

Tra i presenti, i parenti più stretti, alcuni amici, due o tre personaggi del mondo dello spettacolo, come Marina La Rosa, che con Taricone aveva partecipato al Gf 1, il produttore Domenico Procacci, e l'attore Rolando Ravello. «Tutto il mondo dello spettacolo si è stretto intorno a Pietro in questi due giorni - ha detto quest'ultimo ai giornalisti - ma oggi è stato rispettato il volere dei familiari di una cerimonia senza clamori». La compagna, l'attrice Kasia Smuntiak, ha preferito non portare la figlioletta della coppia, Sophie, di 6 anni. Il sacerdote ha riferito che nessuno ha parlato durante la cerimonia: «Hanno preferito ascoltare la voce dell'aldilà magari proprio la voce di Pietro».

La salma è poi partita alla volta di Trasacco, il paese dei genitori di Taricone, Rita e Francesco, dove Pietro ha trascorso alcuni anni della sua infanzia. La salma è stata tumulata nella tomba di famiglia. Il carro funebre, scortato da un'auto dei carabinieri, è arrivata al cimitero tra due ali di folla. Applausi scroscianti da parte e anche tante lacrime: il carro funebre si è fermato per permettere agli amici di Pietro di portare la bara a spalla dentro al cimitero.

«Non mi aspettavo tutto questo amore da parte di tanta gente. So che Pietro lo sta sentendo - dice in lacrime all'Ansa Kasia Smutniak - Era una persona speciale, unica, era molto sensibile. Io sono stata la più fortunata perchè l'ho avuto per otto anni tutto per me. Voglio ringraziare tutte le persone dalle quali mi sta arrivando tanto dolore per la scomparsa di Pietro. Sento che lui sarebbe così felice. So che lui ci sta guardando, e che sarà sempre con me. Lo so. Mi arrivano tanti messaggi e volevo davvero ringraziare tutti. Chiunque lo abbia conosciuto ha capito che era una persona speciale, era veramente unico. Lui era sempre molto riservato, sensibile e molto schietto. Io sono stata la più fortunata perché l'ho avuto per otto anni tutto per me. Sono molto sorpresa dell'affetto e dell'amore di tanta gente, anche da persone che non mi sarei aspettata. Mi sta arrivando tutta questa forza. Mi sento veramente di dover ringraziare tutti». La loro figlia, Sophie, nata sei anni fa, non sa ancora nulla della morte del padre: «Era venuta con noi. Lei è sempre con noi ma grazie a Dio non ha visto niente, non si è resa conto di nulla. La preparerò io».

Ieri pomeriggio Taricone era rimasto gravemente ferito nelle fasi finali di un lancio presso l'aviosuperficie di Terni, sotto gli occhi di Kasia Smutniak. Rianimato sul posto da personale del 118 dopo avere subito un arresto cardio-circolatorio, era stato trasferito in ospedale dove gli sono state riscontrate diverse fratture alle gambe e al bacino e copiose emorragie alla testa e all'addome. Era stato quindi operato per oltre nove ore dalle equipe di chirurgia generale e vascolare, con il supporto di diversi specialisti, e l'intervento aveva permesso di risolvere il problema legato alle perdite di sangue e di ridurre le fratture. Poi la morte senza che avesse mai ripreso conoscenza. Con l'attore è sempre rimasta in ospedale Kasia Smutniak, che si era lanciata con il paracadute poco dopo di lui dallo stesso aereo. Insieme a loro i parenti più stretti della coppia.

L'incidente. Taricone, alcune centinaia di lanci già sulle spalle, era a Terni per partecipare a un corso per la sicurezza in volo riservato a paracadutisti esperti. Al corso, denominato Vela, partecipavano otto paracadutisti. Come gli altri, Taricone aveva seguito due ore di teoria. Quindi un primo lancio senza problemi. L'attore è poi nuovamente salito su un Cessna che ha raggiunto una quota di 1.500-2.000 metri. Taricone si è lanciato per primo dal velivolo e il suo paracadute ad ala si è aperto regolarmente a 1.200 metri dal suolo. A circa 50 metri da terra doveva eseguire una manovra di frenata ma l'ha ritardata ai 20 metri, finendo a terra a una velocità superiore a quella prevista e causandosi le gravi lesioni che poi ne hanno provocato la morte.

Taricone aveva raggiunto la fama con la prima edizione del Grande Fratello, nella quale si era guadagnato il soprannome 'o guerriero per la sua prestanza e i suoi modi. Una facile fama, che sfruttò al Costanzo Show con Uno contro tutti, ma alla quale aveva rinunciato per dedicarsi anima e corpo alla sua passione, la recitazione. Firmò un contratto di due anni con la Titanus per interpretare alcune fiction televisive. Alternò cinema e tv, da Distretto di Polizia 3 (2002), a Ricordati di me di Gabriele Muccino e Radio West di Alessandro Valori (2003), sul set del quale conobbe Kasia Smutniak, a Maradona, La mano de Dios di Marco Risi, nel ruolo del pusher del Pibe de oro. Nel 2006 fu un vigile del fuoco nella serie tv Codice rosso, nel 2008 tornò con La nuova squadra e con Tutti pazzi per amore, esperienza ripetuta nel 2010. Nel 2009 recitò in Feisbum! Il film, ispirato a Facebook. Un anno fa è stato opinionista su La7 con una rubrica intitolata Pietro la notizia.

A centinaia i suoi fan avevano lasciato, a operazione in corso, messaggi di sostegno sulla pagina Facebook a lui dedicata.