Picchiata perché senza velo, 15enne allontanata dalla famiglia: ora è in un centro protetto

Domenica 9 Aprile 2017
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Foto d'archivio

Si è presentata a scuola con il volto tumefatto per le botte prese dal padre, arrabbiato perché la figlia non voleva indossare il velo per uscire da casa. Compagni di classe e insegnanti si sono rivolti al preside, il quale ha posto il caso all'attenzione dei servizi sociali: da venerdì scorso una quindicenne di un paesino alle porte di Bassano del Grappa (Vicenza) si trova in una comunità protetta, mentre il padre, un cittadino marocchino, è stato segnalato dai Carabinieri all'autorità giudiziaria.

Protagonista del nuovo episodio di ribellione all'imposizione del velo è una adolescente, che risiede da tempo in Italia con la famiglia, musulmana osservante. Frequenta un istituto scolastico superiore ed è cresciuta come i suoi tre fratelli nel vicentino; proprio la sua voglia di essere simile alle coetanee si è scontrata con la ferrea volontà del padre di non farla uscire da casa senza il velo. Al suo atto di ribellione, il genitore ha risposto picchiandola, pare per la prima volta, con pugni e schiaffi. A nulla sono valsi i tentativi di fare da paciere della madre. Quando è comparsa davanti ai compagni, tremante e con i lividi in faccia, la reazione di tutti è stata immediata. Prima quella dei vicini di banco, poi degli insegnanti e infine del preside, che ha avvertito dell'accaduto i servizi sociali. D'intesa con l'amministrazione comunale la giovane è stata allontanata dalla famiglia.

«La priorità di un pubblico amministratore in questi casi è la sicurezza della ragazzina», spiega Ermando Bombieri, vicepresidente dell'Unione montana Valbrenta con delega al sociale, che ha ricevuto per primo la telefonata delle assistenti sociali. «Arrivo a dire che ci interessa poco delle ragioni che hanno portato il padre a picchiarla con violenza: sono comunque fatti inaccettabili, che non devono succedere mai». Prima di essere accompagnata in comunità, l'adolescente è stata portata in ospedale e medicata per i colpi ricevuti. «So che il padre è un integralista islamico - racconta ancora Bombieri - che voleva a tutti i costi farle indossare il velo. Questa famiglia però vive qui da molti anni, è cresciuta qui, ha imparato i nostri costumi. È giusto che la giovane adesso rivendichi la sua possibilità di scegliere, non credo che picchiarla sia il modo migliore per convincerla a seguire i dettami di chi, sulla base di una religione, prevede regole sociali e costumi diversi dai nostri».

A Torino, intanto, la quindicenne di origini egiziane affidata dal tribunale a una comunità perché promessa sposa dal
padre a uno sconosciuto molto più grande di lei, dice di essere preoccupata per le sue sorelline: «Ho paura facciano la mia stessa fine. Aiutate anche loro, per favore», ha detto alla polizia. A casa con la madre, che è stata segnalata alla Procura, sono infatti rimasti il fratello dodicenne e le sorelle di tre e sei anni. Le indagini, intanto, continuano per
ricostruire la vicenda. L'uomo a cui la giovane avrebbe dovuto andare in moglie, un commerciante egiziano, è ancora irreperibile.

 

Ultimo aggiornamento: 10 Aprile, 14:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA