Pensionato suicida, il pm: «Banca Etruria non avvisò del rischio»

Pensionato suicida, il pm: «Banca Etruria non avvisò del rischio»
di Valentina Errante
3 Minuti di Lettura
Giovedì 24 Dicembre 2015, 10:07 - Ultimo aggiornamento: 10:08


L'INCHIESTA
ROMA Due mesi prima che Luigino D'Angelo comprasse le obbligazioni subordinate e azioni, Banca Etruria aveva modificato il suo profilo da ”basso” ad ”alto” rischio. Modalità seguita dalla filiale di Civitavecchia dell'ex popolare per almeno altri cento clienti. Va avanti l'indagine del pm Alessandra D'Amore sulla morte dell'ex impegato dell'Enel che lo scorso 28 novembre, dopo avere perso quasi 110mila euro, ha deciso di togliersi la vita. La lettera scritta prima della morte, le accuse alla banca e le testimonianze successive, acquisite dalla polizia, hanno spinto il magistrato a non archiviare l'ipotesi di istigazione al suicidio e di allargare invece l'inchiesta. Una settimana fa il pm, che aveva già acquisito alcuni documenti dalla banca, ha ipotizzato anche la truffa e ha delegato le indagini al nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza per stabilire quante persone avessero investito i risparmi senza adeguate informazioni sui rischi. Ieri mattina i militari, guidati dal generale Giuseppe Bottillo, hanno eseguito le prime perquisizioni nella sede della banca e in casa di Marcello Benedetti, l'ex funzionario dell'ufficio titoli che aveva venduto i bond a D'Angelo. 

LE VERIFICHE
E' novembre 2012 quando Banca Etruria modifica il profilo di D'angelo, la posizione del cliente diventa da basso ad alto rischio. Soltanto a febbraio 2013, però, il pensionato sottoscrive gli investimenti azzardati, acquistando 90mila euro di bond e 20 mila euro di azioni. Tenterà poi invano di recuperare i soldi, ma già ad aprile dello stesso anno la banca non lo consente. D'Angelo perderà ogni speranza il 26 novembre con il decreto del governo, che ha salvato l'ex popolare e altri tre istituti di credito dal default determinando però l'azzeramento delle azioni e delle obbligazioni subordinate. Il pensionato dell'Enel però non era il solo. E' emerso che almeno altri cento correntisti di Civitavecchia hanno subito, a loro insaputa, la modifica del profilo prima di sottoscrivere gli investimenti ad alto rischio. Il sospetto è che la banca, più volte sollecitata dalla vigilanza a rivolgersi soltanto a investitori istituzionali, informati sulle bassime garanzie dei titoli, abbia aggirato l'ostacolo modificando il profilo di alcuni clienti prima della vendita, in modo da renderli compatibili con quel tipo di investimenti. Adesso saranno i militari a stabilire se i risparmiatori fossero stati correttamente informati. 
LE PERQUISIZIONI
Ieri i militari hanno portato via dalla filiale di Civitavecchia le memorie dei computer e tanti documenti. Oltre alle posizioni dei cento correntisti ,che hanno subito la modifica del profilo di rischio, si guarda alle comunicazioni tra la filiale di Civitavecchia e la sede centrale. Perché il sospetto è che l'ordine di vendere le obbligazioni subordinate al retail arrivasse proprio ad Arezzo. Per questo i militari si sono presentati anche in casa di Marcello Benedetti, l'ex funzionario dell'ufficio titoli che in un'intervista, poi smentita, ha raccontato le pressioni subite per piazzare i prodotti finanziari ai clienti. Benedetti, che aveva avuto rapporti diretti con Luigino D'Angelo ed era il suo punto di riferimento nell'ex popolare, è stato anche sentito come persona informata sui fatti.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA