Spazio, dopo sei mesi l'astronauta Luca Parmitano è tornato sulla Terra

Lunedì 11 Novembre 2013 di Paolo Ricci Bitti
L'astronauta Luca Parmitano

Con il sorriso bambino che ne ha fatto il pi contagioso dispensatore di entusiasmo spaziale di sempre, l'astronauta Luca Parmitano è tornato ieri mattina sulla Terra concludendo la missione Volare iniziata sei mesi fa. «I'm home» il primo twit dopo l'atterraggio in Kazakistan rimbalzato subito in tutta Rete grazie alla moglie Kathy che lo aspetta a Houston: «L'ho sentito in gran forma - ha poi scritto Kathy che a fianco aveva le figlie Sara e Maia, 3 e 6 anni - già con il tono della voce comunicava come sempre grande felicità. Ha definito il rientro dall'orbita "un giro sulle montagne russe più emozionanti del mondo"». Poi un abbraccio a distanza ai genitori in Sicilia e l'inizio del volo diretto per il Texas. Il maggiore dell'aeronautica militare, 36 anni, è apparso a tutti in ottimo stato nonostante il lungo periodo vissuto in assenza di peso sulla stazione spaziale internazionale e il pesante stress psico-fisico richiesto dal rientro sulla navicella Soyuz.

Per dirne una, potrà tornare a camminare non prima di un mese per un rischiare fratture delle ossa che hanno subito una forte riduzione di calcio. Impegnativo anche recuperare il senso dell'equilibrio. E' per questo che gli astronauti reduci da queste lunghe missioni vengono prelevati di peso dalla navicella Soyuz e adagiati su speciali lettighe.

Tra le ultime cose che l'astronauta dell'Esa aveva inviato al suo blog, seguitissimo via Twitter e Facebook, da bordo dell'Iss prima del rientro c'è la lettera di amore alla Terra che può ben diventare il manifesto di questa missione insieme alle migliaia di fotografie mozzafiato scattate dalla cupola della stazione che hanno reso Parmitano, primo italiano a compiere una passeggiata nello spazio (e anche primo italiano a rischiare di lasciarci le penne nella seconda, con il casco invaso da liquido refrigerante), il più efficace comunicatore delle attività in orbita, capace di entusiasmare sia i bambini che, come lui, sognano di fare l'astronauta, sia il presidente Napolitano e i ministri della ricerca scientifica.

Capace di motivare sia gli investimenti internazionali nel mondo della ricerca italiana sia di sostenere la nazionale di rugby dagli schermi giganti dello stadio di Torino (vedi il video) prima del match con l'Australia.

Parmitano, che sulla Stazione Spaziale Internazionale ha effettuato oltre 30 esperimenti seguendone altri 120, due attività extra veicolari e l'attracco di tre navicelle, è tornato sulla Terra insieme all'astronauta della NASA Karen Nyberg e al comandante, il cosmonauta Fyodor Yurchikhin. Sulla navicella anche la fiaccola olimpica di Sochi.

Sganciandosi dalla Stazione domenica sera, il viaggio di rientro attraverso l'atmosfera è stato brevissimo: l'equipaggio ha ridotto la propria velocità di crociera da 28.800 Km/h in orbita, a zero, nel corso di poco più di tre ore, ed è arrivato a destinazione nelle steppe del Kazakistan.

"Volare è stata una missione straordinaria, eccezionale sotto ogni punto di vista, che ci riempie di orgoglio e soddisfazione - ha dichiarato Enrico Saggese, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana. Ancora una volta, oggi più che mai, il nostro Paese ha saputo dimostrare che sa funzionare e che è capace di realizzare importanti progetti di portata internazionale. La missione di Luca Parmitano rappresenta il connubio perfetto tra scienza e ricerca ed è il simbolo della nostra abilità tecnologica. Luca Parmitano è stato il primo italiano a fare attività extraveicolari e la sua è stata la prima missione di lunga durata per l'ASI: l'Agenzia Spaziale Italiana e tutta l'Italia devono esserne orgogliose. Ora attendiamo i risultati delle sperimentazioni effettuate da Parmitano sulla Stazione e nel frattempo, l'appuntamento è tra un anno, quando sulla casa orbitante approderà la prima italiana: Samantha Cristoforetti ".

Parmitano è stato il sesto astronauta italiano ad andare nello spazio e il quinto a mettere piede sulla ISS. Questa opportunità di volo è stata assegnata all'ASI dalla NASA grazie ad un accordo bilaterale diretto NASA/ASI (Memorandum of Understanding del 9 ottobre 1997), in base al quale ASI, a fronte della fornitura a NASA di tre moduli pressurizzati abitativi (MPLM - Multi Purpose Pressurized Module) e del PMM (Permanent Multi-purpose Module) per la ISS, ha accesso a quota parte delle risorse della ISS per effettuare esperimenti in microgravità e a opportunità di volo di astronauti italiani, sia di breve sia di lunga durata.

Durante il percorso di rientro, la Soyuz si è separata in tre parti, lasciando bruciare il modulo orbitale e quello di propulsione nell'atmosfera. Il modulo di discesa, con a bordo Luca, Karen e Fyodor, è arrivato a temperature fino a 1600 gradi Celsius, dovuti alla frizione con l'atmosfera che riscalda lo scudo di protezione. A circa 10 km sopra il livello del mare, un paracadute si è aperto automaticamente, rallentando la corsa da 864 Km/h a 324 Km/h. Lo scudo termico primario è stato poi espulso e si sono accesi i sei retrorazzi a propellente solido per rendere più morbido l'atterraggio.

Dopo il viaggio a bordo della Soyuz e l'atterraggio, la strada di Luca Parmitano verso casa è proseguita su un elicottero e poi in aereo verso Houston, negli Stati Uniti, dove inizierà un periodo di riabilitazione per riadattarsi alla gravità terrestre, come tutti gli astronauti che rientrano dallo spazio.

La missione Volare è terminata, ma il lavoro dell'astronauta non è finito e adesso iniziano le analisi degli scienziati: molti esperimenti richiedono dati forniti dagli astronauti non appena atterrati e Luca Parmitano sarà sottoposto a questionari, biopsie muscolari e altri test medici.

Ultimo aggiornamento: 13 Novembre, 18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA