Veronica Panarello condannata a 30 anni: in aula al suocero urla «t'ammazzo»

Giovedì 5 Luglio 2018
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Veronica Panariello dovrà scontare 30 anni di carcere. La Corte d'assise d'appello di Catania ha infatti confermato la condanna a carico della donna accusata dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere del figlio Loris Stival, di 8 anni, ucciso a Santa Croce Camerina, nel ragusano, il 29 novembre del 2014. Il collegio, presieduto da Rosario Cuteri, giudice a latere Stefania Scarlata, si è pronunciato dopo una camera di consiglio iniziata poco prima delle 13 e durata circa quattro ore e mezza. La richiesta di pena era stata formulata dall'accusa rappresentata dal sostituto procuratore generale Maria Aschettino. Era presente l'imputata. Il suo difensore, Francesco Villardita, aveva chiesto, invece, l'assoluzione per non avere commesso il fatto «anche per la contraddittorietà e insufficienza della prova».
 

 

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«È colpa tua, ti ammazzo con le mie mani. Sei contento adesso?». Così Veronica Panarello ha reagito urlando in aula rivolta al suocero alla lettura della sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Catania che ha confermato la sua condanna a trent'anni di reclusione per l'omicidio del figlio Loris. La donna ha sempre sostenuto che ad assassinare il bambino sarebbe stato Andrea Stival perché il bambino aveva scoperto una loro presunta relazione.

La donna è stata accompagnata fuori dall'aula, a forza, dalla polizia penitenziaria che l'ha subito bloccata. «Da quello che abbiamo potuto capire - ha spiegato il legale di Veronica Panarello parlando delle urla lanciate dalla sua assistita in aula ce l'aveva col suocero, che ritiene responsabile dell'omicidio del figlio. Dopo mi ha detto questa frase: «Da adesso sconti non ce ne saranno più per nessuno, dato che non ho avuto giustizia, la giustizia me la farò da sola e quando uscirò dal carcere lo ucciderò». Sono delle frasi - ha sottolineato il penalista - che in un momento di sconforto ci possono stare anche se non si possono giustificare. Dobbiamo comprendere il suo stato d'animo».

«La Corte d'assise d'appello di Catania ha confermato la sentenza di condanna di primo grado e sarà interessante leggere le motivazioni e in particolar modo per vedere perché non hanno concesso le circostanze attenuanti generiche, una sorte di semi infermità, di non dovere rifare la perizia psichiatrica e il confronto col suocero. Valuteremo il ricorso in Cassazione». Lo ha affermato l'avvocato Villardita commentando la condanna a 30 anni di reclusione confermata in secondo grado alla sua assistita, Veronica Panarello.

«È emerso lo schifo che ha fatto Veronica Panarello, non c'è alcunché che potrei dire di lei che ha tolto la vita a un bambino e alle persone che stanno accanto a me. Non ci sarà mai giustizia per mio nipote, perché non tornerà più». Così Andrea Stival commenta dopo la sentenza della Corte d'assise d'appello di Catania la reazione della nuora, Veronica Panarello.

Il papà di Loris. «La conferma della condanna di Veronica non mi ridarà mio figlio. Ma Loris un minimo di giustizia doveva averla. Mio figlio rimane sempre nel mio cuore. Ho ricucito i rapporti con mio padre. E la reazione di Veronica Panarello in aula è l'ennesimo show che fa davanti ai giornalisti e alle telecamere», ha detto Davide Stival, ex marito di Veronica Panarello, papà di Loris, dopo la conferma della condanna a carico dell'ex moglie.

Il suocero dell'imputata. «È emerso lo schifo che ha fatto Veronica Panarello, non c'è nulla che potrei dire di lei che ha tolto la vita a un bambino e alle persone che stanno accanto a me. Non ci sarà mai giustizia per mio nipote, perché non tornerà più», ha commentato la sentenza Andrea Stival.

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio, 12:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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