Cyberspionaggio, la difesa dei fratelli Occhionero: «Nessuna prova». A luglio la sentenza

Cyberspionaggio, la difesa dei fratelli Occhionero: «Nessuna prova». A luglio la sentenza
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Venerdì 1 Giugno 2018, 23:01 - Ultimo aggiornamento: 2 Giugno, 20:50

La sentenza arriverà a metà luglio e intanto oggi al processo a Giulio e Francesca Maria Occhionero, arrestati nel gennaio del 2017 perché accusati di una presunta attività di cyberspionaggio ad altissimi livelli,  è andata in scena l'arringa delle difese, che continuano a respingere la tesi della procura e hanno anche denunciato il pm. «Possiamo dire che la montagna ha partorito un topolino, anche gracile di salute», hanno replicato alle richieste di condanna della procura i legali sollecitando l'assoluzione degli imputati. «Dall'istruttoria dibattimentale - hanno affermato gli avvocati Stefano Parretta e Roberto Bottacchiari - non è emerso assolutamente nulla che potesse essere riconducibile al loro lavoro«. Per l'ingegnere nucleare e la sorella, il pm Eugenio Albamonte ha chiesto condanne a 9 e 7 anni di reclusione per accesso abusivo (consumato o solo tentato) a sistemi informatici e di intercettazione illecita di comunicazioni informatiche «Questo processo - hanno aggiunto i penalisti - ha dimostrato che non si è andati oltre qualche indizio e in assenza di riscontri probatori questi indizi non sono idonei a sostenere l'accusa. Nessuna responsabilità può essere attribuita ai due fratelli i quali, per fronteggiare alcune difficoltà economiche, hanno dovuto alienare alcuni beni. La procura è convinta che abbiano carpito dati riservati a fine di lucro, ma dal dibattimento non è emersa neppure una casella di posta elettronica, riconducibile a personalità militari o della politica o del settore giuridico-economico, che sia stata effettivamente violata».

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