Vince il "no" al referndum. La prof il gesto dell'ombrello: bufera sul video di Facebook

Vince il "no" al referndum. La prof il gesto dell'ombrello: bufera sul video di Facebook
di Antonio Cimmino
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Mercoledì 7 Dicembre 2016, 08:39 - Ultimo aggiornamento: 09:50

Ercolano. Una vittoria col botto. E con qualche parolaccia e qualche gesto di troppo in una notte di festeggiamenti che promette di essere indimenticabile. In una delle roccaforti del Pd, nella Ercolano guidata dal renzianissimo Ciro Buonajuto, fresco di serata al San Carlo con il premier e con il ministro Maria Elena Boschi, nella Ercolano che negli ultimi mesi per promuovere la riforma ha visto arrivare leader pd di ogni livello, sottosegretari, ministri e alla fine di nuovo Renzi in persona, l'affermazione del No ha destato un'enorme sorpresa. O quanto meno, non con un'affermazione così netta, oltre il 68 per cento dei consensi.

Festa doppia, per i contrari alla modifica della Costituzione. Tanto da far perdere il controllo persino a chi per ruolo istituzionale dovrebbe imporsi contegni di altro tenore. E così Giovanna Tavani, dirigente di un plesso elementare tra i più affollati e noti della città, finisce nella bufera. Il video che la immortala mentre, a spoglio ultimato, nella sede di un comitato per il No non si limita a brindare ma sbeffeggia gli sconfitti con un eloquente gesto dell'ombrello è in queste ore tra i più visti su Facebook e sui siti che l'hanno condiviso. «Avevano preannunciato l'80% del Sì... Ma l'80% mettetelo nel c**o», dice la stimata professoressa senza giri di parole. «Mi sono rivista in quel filmato, certo. E lo ammetto: sono stata un po' forte», commenta a mente fredda la dirigente, chiedendo «scusa pubblicamente» a tutti e, presumibilmente, soprattutto agli alunni della sua scuola che, se l'hanno vista sui social, certo qualche moto di sbigottimento l'avranno avuto. Certo è che il filmato girato all'interno del comitato per una di quelle dirette Facebook ormai molto di moda è ormai virale, con oltre 2700 visualizzazioni e un boom di condivisioni.

Un fenomeno al quale ha contribuito lei stessa, condividendolo sulla sua pagina. D'altra parte, del suo impegno politico Giovanna Tavani non ha mai fatto mistero. Anzi. Da sempre a sinistra, nel 2010 e nel 2015 è stata candidata alle elezioni regionali, prima con Sel e poi con Sinistra al Lavoro. Dal 2010 al 2015, poi, l'elezione in consiglio comunale tra le fila della maggioranza. «Sono sempre stata militante di sinistra - spiega - ma non ho mai confuso il mio ruolo istituzionale o la mia passione politica con la mia professione di dirigente scolastica».

Professionalità indiscussa, peraltro, visto che il II Circolo didattico Giampaglia, che la vede al timone da anni, è stato recentemente riconosciuto dall'Unesco addirittura come uno dei migliori istituti scolastici d'Italia. E allora come si spiega questo scivolone? «Quel festeggiamento - spiega Tavani - è arrivato a conclusione di una campagna referendaria molto dura e dai toni spesso accesi, che ho raccontato passo passo sulla mia pagina Facebook. Ho spesso messo in evidenza il malessere della gente, un disagio non recepito da chi ha portato avanti la campagna per il Sì: e in fondo è questo che ha raccontato il risultato uscito dalle urne». Insomma, parole e gesti liberatori, al termine di una campagna referendaria caratterizzata da toni aspri - soprattutto online, lì dove tutto viene amplificato - e vissuta in un clima tutt'altro che disteso.

«Sì, al comitato eravamo tutti carichi e felici dopo l'esito di uno scrutinio andato oltre le aspettative - racconta ancora la dirigente - abbiamo brindato e in quel clima scherzoso è venuta fuori quella battuta. Sono rammaricata e mi scuso. Soprattutto non voglio che si confonda la mia posizione di cittadina impegnata in politica con il mio ruolo di dirigente scolastica. Sono due posizioni che ho sempre tenuto ben distinte. Da 18 anni lavoro con i bambini, gli insegnanti e i genitori in piena serenità e in sinergia continua con le forze dell'ordine e le istituzioni, e tutti conoscono la mia umanità». Ad ogni buon conto, dopo tanto clamore la Tavani il video l'ha cancellato dal suo profilo. E così sono spariti anche i commenti che lo corredavano: «Ercolano ha detto NO all'arroganza», diceva qualcuno, «Che vergogna vedere questo video», replicava qualcun altro. Incancellabile resta una sensazione: che quella arrivata alla fine della tornata elettorale di domenica è qualcosa un tantino di diverso da una festa.

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