Napoli, contrabbandano carburante per 20 milioni di euro: 81 indagati

Giovedì 26 Ottobre 2017
Diciassette milioni di euro finiti sotto sequestro, legami con i clan della camorra, 81 indagati, 28 dei quali accusati di associazione per delinquere. È il bilancio dell'operazione dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, coordinata dalla procura di Napoli, che ha portato alla scoperta di un danno all'erario di almeno 20 milioni, provocato immettendo sul mercato carburante in modo illecito. L'inchiesta è scattata dopo una denuncia dell'Eni che aveva notato anomalie nella vendita di benzina da parte di alcuni distributori situati nella provincia di Napoli, nel Salernitano, nel Lazio e in Umbra.

Coinvolti anche i fratelli Gerardo e Ciro di Carluccio, quest'ultimo considerato il cassiere del clan camorristico dei Contini, titolare della Petrol Power. Tra i metodi adottati per evadere l'Iva e per ottenere ingentissimi introiti con il contrabbando di carburante, c'era il sistema della «frode carosello»: le società importavano benzina destinata, solo sulla carta, all'esportazione e quindi esente dall'Iva. In realtà, il carburante veniva immesso nel mercato nazionale a prezzi concorrenziali. Un altro sistema era quello delle «navi fantasma». Consiste nell'acquisto di benzina destinata in maniera fittizia alle imbarcazioni, ottenuta sempre in regime di esenzione di accisa e Iva. Per dissimulare l'operazione fraudolenta, gli indagati si sarebbero serviti di documenti falsi che attestavano la vendita del prodotto a imbarcazioni che, in realtà, non erano nemmeno presenti nei porti in cui sarebbe avvenuta la consegna del carburante. Dalle indagini è emerso anche un traffico di olio lubrificante proveniente dalla Polonia.
Ultimo aggiornamento: 22:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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