Milano, tragico gioco sul tetto del centro commerciale: muore ragazzo di 15 anni

Milano, tragico gioco sul tetto del centro commerciale: muore ragazzo di 15 anni
MILANO - È salito sul tetto con tre amici, usando le rampe esterne delle scale anti incendio del centro commerciale «Sarca» di Sesto San Giovanni. Poi ha scavalcato alcune recinzioni e segnali di divieto, per potersi immortalare in un selfie nel punto più alto del cinema multisala «Skyline» interno all'ipermercato, ma è precipitato in un condotto di aerazione, morendo poco dopo l'arrivo in ospedale, senza alcun inseguimento da parte dei vigilantes.

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È questa la ricostruzione fatta dai responsabili del centro commerciale dove questa notte è morto Andrea Barone, 15enne di Cusano Milanino (Milano) che, intorno alle 22.30, è precipitato per circa 30 metri, fino al secondo piano interrato della struttura, ora interdetto al pubblico.

Secondo quanto riferito, i vigilantes della struttura, allertati da un allarme che rileva la presenza di persone sulle scale esterne, sono usciti a verificare e si sono trovati davanti i tre amici di Andrea. «Il nostro amico è lassù, crediamo sia caduto, non lo troviamo», avrebbero detto agli addetti alla sicurezza. Mentre i vigilantes hanno dato l'allarme al 112, gli amici avrebbero continuato a chiamarlo sul telefonino, senza ottenere risposta.

«Volevano farsi un selfie per far vedere che avevano 'conquistato' la cima del cinema», hanno raccontato alla polizia gli amici del 15enne.

«Era un bravo ragazzo casinista e curioso, però faceva certe volte cose senza logica. So che sui tetti c'era salito più volte. Non ho parole, perdere la vita per una fotografia...», ha aggiunto un'amica di Barone. La ragazza si trovava assieme ad altri familiari e amici in visita ai genitori del ragazzo in un condominio della periferia di Cusano Milanino (Milano). «Ci mancherà», ha aggiunto il cugino del 15enne.

 
Domenica 16 Settembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 17-09-2018 09:04

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5 di 39 commenti presenti
2018-09-17 16:50:58
Invito tutti a non cercare responsabilita' dell'accaduto in altre persone. La responsabilita' e' solamente del ragazzo e siccome non era nuovo ad imprese del genere anche della famiglia.
2018-09-17 15:47:55
ma porca miseria, ma tornate a fare le "pinne" col motorino per impressionare le pischelle!!! Invece fra chi si piazza davanti al treno, chi sale sulle locomotive al deposito o sui tetti dei palazzi, ogni mese ne piangiamo qualcuno!!! Ragazzi c'è una vita meravigliosa fuori dai social, VI VE TE LA
2018-09-17 09:03:39
con questi adolescenti, sembra a volte che fra realtà virtuale e realtà reale ci siano porte girevoli ... si entra e si esce, senza rendersi conto delle differenze. In questo caso purtroppo questo "va e vieni" è stato letale. E' una pericolosa dipendenza questa dai social
2018-09-17 08:41:07
È vero che l'attitudine alle bravate è connaturata all'età adolescenziale (ed oltre), ed è anche vero che la possibilità di condivisione sociale della bravata è ulteriore incentivo. Ma siccome ogni epoca ha i suoi pericoli, occorre che genitori, scuola, televisione ed altre realtà educative, nonché il governo tramite la pubblicità progresso, lavorino sui più piccoli per riportare ad una cultura di condivisione di valori positivi ed alla condanna delle bravate. Non sarebbe difficile. Ogni epoca, almeno recente ha dovuto combattere i pericoli che incombevano sulla gioventù, ove le malattie veneree, ove il fumo, ove le droghe, ove l'alcool e le stragi del sabato sera, oggi l'esibizionismo mediatico negativo. L'azione va iniziata sui piccoli, che magari ancora non sanno dell'esistenza del fenomeno di cui si parla.
2018-09-17 10:49:29
però lei sa bene che tutto quello che arriva agli adolescenti come "lezioncina" provoca un effetto contrario alle intenzioni, anche quando è proposta nei modi goffamente "alla pari", imitando linguaggi e gestualità dei destinatari, della Pubblicità progresso. Forse avrebbero più successo messe in guardia ai propri coetanei fatte spontaneamente dai cosiddetti "influencer" della rete, soggetti scelti dai ragazzi con i "clic" e non calati dall'alto. Ma chissà, in realtà è molto difficile dire cosa fare
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