Milano, permessi di soggiorno facili in cambio di mazzette: 5 poliziotti a processo

Martedì 27 Marzo 2018
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Per rilasciare permessi di soggiorno sottobanco, hanno intascato denaro in contanti. Importi talmente elevati - per l'accusa - da consentire a uno di loro di comprare una villa del '700 alle porte di Milano, intestata alla moglie e ora sotto sequestro. In atri casi, si sarebbero fatti ricompensare con cene e regali, come personal computer e bolli auto e auto. È la ricostruzione della Procura di Milano, che ha chiesto e ottenuto il processo con rito immediato per 8 persone, di cui 5 poliziotti un tempo in servizio o presso l'Ufficio immigrazione della Questura e nei commissariati Lorenteggio e Porta Genova. A giudizio anche un funzionario del ministero dell'Interno e due '"mediatori" cinesi.

Erano stati tutti arrestati lo scorso novembre e ora si trovano ai domiciliari. Il dibattimento si aprirà il prossimo 9 maggio davanti alla decima sezione penale del Tribunale. Le accuse contestate a vario titolo dal pm Paolo Filippini, titolare dell'inchiesta, sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatico. I permessi «facili» sarebbero stati rilasciati in cambio di cifre che variavano tra «i 200 e i 5000 euro» e altre utilità.
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 21:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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