Milano, modella inglese di 20 anni rapita, chiusa in un borsone e messa all'asta sul web

Sabato 5 Agosto 2017
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Una modella inglese di vent'anni è stata sequestrata per una settimana a Milano per essere messa all'asta e sfruttata sessualmente dagli acquirenti. Base d'asta 300mila euro in bitcoin. Ma l'asta non è mai avvenuta. La giovane sarebbe stata attirata in un finto set fotografico vicino alla stazione Centrale, drogata, caricata nel bagagliaio di un'auto, per poi essere tenuta ostaggio in una stanza. La liberazione è avvenuta sette giorni dopo.

Sarebbe stato il carceriere a lasciarla andare, con la motivazione che la ragazza è madre e che le regole dell'organizzazione non prevedono donne con figli. Arrestato il suo carceriere, un polacco che vive in Gran Bretagna. L'indagine è stata condotta dagli uomini della Squadra Mobile di Lorenzo Bucossi e della funzionaria dello Sco Serena Ferrari insieme ai pm Ilda Boccassini e Paolo Storari.

IL SEQUESTRO CHOC La modella è stata rapita, ammanettata mani e piedi, svestita, drogata e fotograta nuda per terra. Poi è stata rinchiusa in un borsone da viaggio e caricata su un'auto. Ha fatto tre ore di viaggio fino ad arrivare in un baita presa in affitto con un documento falso dove è stata tenuta in prigionia. Il titolare dell'agenzia della modella ha ricevuto una richiesta di riscatto con un termine: pagare 300 mila euro entro domenica altrimenti la ragazza sarebbe stata messa all'asta. Sul web sono state messe le foto della modella.

IL DEEP WEB Mentre è assolutamente certo che la modella inglese di 20 anni sia stata sequestrata da un cittadino polacco descritto da polizia e magistratura come affetto da mitomania, Lukasz Pawel Herba, residente in Gran Bretagna, 30 anni, e che le sue foto di lei narcotizzata e stesa per terra siano state effettivamente caricate su internet, non risulta al momento che nessuno abbia preso parte all'asta.
Al contrario sembra che lo straniero abbia utilizzato l'asta, con tanto di minaccia di vendere la giovane, come la leva con la quale farsi dare, senza successo, 300 mila euro da familiari e manager della sua vittima. Allo stesso tempo si vuole capire se effettivamente Herba appartenga al 'Black death group', organizzazione del cosiddetto deep web, e se quest'ultima realizzi realmente ciò che propaganda on line: omicidi su commissione, sequestri e traffici di droga e di armi.

Ultimo aggiornamento: 7 Agosto, 08:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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