Milano, “mago Franco” condannato a 5 anni e 4 mesi: truffava e abusava delle clienti

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Giovedì 19 Dicembre 2013, 15:16 - Ultimo aggiornamento: 18:36

Condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Franco Uggetti, il sedicente Mago Franco di 62 anni arrestato lo scorso luglio dalla guardia di finanza con l'accusa di aver violentato e truffato per circa sei anni almeno dieci donne, accantonando solo negli ultimi due anni circa 200mila euro. La sentenza è stata emessa con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena, dal giudice per l'udienza preliminare Carlo De Marchi, che ha inflitto all'imputato una pena in pò più alta dei 5 anni chiesti dal pubblico ministero Giovanni Polizzi. Il gup ha inoltre condannato Uggetti a pagare alle uniche tre vittime costituitesi parte civile provvisionali per un totale di 16mila euro: 10mila a una donna che sarebbe stata stuprata e 3mila a testa ad altre due che sarebbero state raggirate. Il risarcimento, invece, sarà stabilito in sede civile.

L'inchiesta che ha portato alla condanna di oggi è nata dalla denuncia di una cliente di Uggetti nel dicembre 2011 e il mago risponde di reati commessi a partire dal 2006. In base a quanto ricostruito dal gip Franco Cantù Rajnoldi nell'ordinanza d'arresto, si è approfittato delle sue clienti e le ha raggirate, convincendole in qualche caso di «essere vittima di 'fatture e malocchi'» e sostenendo di «poter intervenire beneficamente nelle loro problematiche di salute, amore e lavoro e proponendo alle stesse una serie di riti esoterici».

Riti per i quali chiedeva tra i 300 e i 900 euro e che in qualche caso erano di natura sessuale. E nel capo di imputazione il pm Polizzi specifica che ha circuito tali donne con il «timore di un pericolo immaginario costituito dal rischio di non liberarsi dei problemi che le affliggevano». In occasione dell'arresto Uggetti si era proclamato innocente, dichiarando nell'interrogatorio di garanzia di aver «infuso fiducia a queste persone» e di «aver avuto rapporti sessuali» solo con una donna. Quando alla denunciante, aveva sostenuto che ce l'aveva con lui «perché non le ho restituito i 600 euro per il rito che le avevo fatto».