Allerta del Viminale: «Migliaia di migranti pronti allo sbarco, servono strutture»

Allerta del Viminale: «Migliaia di migranti pronti allo sbarco, servono strutture»
di Valentina Errante
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Martedì 14 Aprile 2015, 06:01 - Ultimo aggiornamento: 09:18

ROMA - L'allarme del Viminale, nell'ufficialità della circolare indirizzata ai prefetti, è stato diffuso ieri: «Emergenza sbarchi».

​Perché, nei prossimi giorni, la situazione incandescente in Libia e le condizioni meteorologiche favorevoli non lasciano dubbi alle previsioni. Un flusso enorme di partenze. Così le migliaia di migranti che sbarcheranno in Italia dovranno essere accolti in tutte le regioni, dal momento che le strutture abitualmente utilizzate sono già al collasso (ospitano 87mila persone, 20mila arrivate in Italia solo dall'inizio dell'anno). L'allerta è massima, tanto che le prefetture «in caso di indisponibilità» potranno «far ricorso a provvedimenti di occupazione d'urgenza e di requisizione espressamente previsti dalla legge».

La lettera del Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, inviata anche all'Anci, avverte: «Dallo scorso venerdì a oggi sono giunte oltre 28 segnalazioni di imbarcazioni presenti in un vasto tratto di mare per un complessivo numero di 5.600 persone che hanno chiesto soccorso alle strutture alle strutture della Guardia costiera, di Triton e della Marina militare. D'altra parte, la nostra penisola rimane, nel confuso contesto internazionale, l'unico luogo di approdo». Negli ultimi tre giorni nove corpi sono stati recuperati dalla Guardia costiera a circa 80 miglia dalla Libia. Oltre 500, secondo stime Unhcr, le vittime dall'inizio dell'anno, trenta volte in più rispetto allo stesso periodo del 2014. E il ministero dell'Interno ha già distribuito nelle regioni 6.500 migranti.

IL DOCUMENTO

Dopo la frenata degli arrivi a causa del maltempo, le previsioni sono drammatiche. Sono tra 500mila e un milione i disperati pronti a partire. La scelta del Viminale potrebbe suscitare polemiche, soprattutto nelle regioni dove si voterà a maggio, ma non ci sono alternative: «Nella chiara consapevolezza della fatica che tale attività comporterà nei rapporti istituzionali nell'ambito provinciale - si legge - si rende indispensabile trovare soluzioni per una civile accoglienza ai gruppi di migranti richiedenti asilo».

«La tragica situazione in atto in vari quadranti del Medio Oriente e dell'Africa e, in particolare la condizione di ingovernabilità che si delinea nel territorio libico, sta determinando in maniera drammatica pesanti riflessi sul terreno dei richiedenti asilo che, incuranti anche delle ripetute tragedie che si sono verificate negli ultimi mesi, affrontano ogni genere di rischio nella speranza di raggiungere il continente europeo. In questo quadro, è indispensabile far fronte alle responsabilità che incombono su ciascuno di noi, nonostante le difficoltà ben note di impatto sul territorio, in un clima di crescente difficoltà ad assorbire nuovi flussi di richiedenti asilo». Le prefetture sono chiamate a «mettere in atto ogni azione prevista dall'ordinamento giuridico per situazioni caratterizzate da particolari necessità ricorrendo anche a forme di contrattazione diretta, per un tempo limitato, nelle more della predisposizione degli atti di gara necessari. Tuttavia, a fronte di eventuali indisponibilità, si affida al prudente apprezzamento dei prefetti la possibilità di far ricorso a provvedimenti di occupazione d'urgenza e di requisizione espressamente previsti dalla legislazione vigente». Una situazione analoga a quella del luglio scorso. Il Viminale sollecita la «convocazione di un Tavolo regionale, come primo atto di coinvolgimento delle rappresentanze del governo locale, finalizzato a scelte condivise», ma precisa «in mancanza di tale presupposto, a una suddivisione equa delle responsabilità di tutti i capoluoghi di provincia delle regioni, senza esclusioni ed eccezioni».

NEL LAZIO 250

Secondo le indicazioni 700 richiedenti asilo saranno accolti rispettivamente da Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Campania. Trecento in Puglia; 250 nelle Marche e nel Lazio; Friuli, Liguria, Sardegna e Calabria ne accoglieranno 200 ciascuno, 150 sono destinati all'Abruzzo; 100 a Basilicata, Molise, Sicilia e Umbria, 50 nella provincia autonoma di Bolzano e altrettanti a Trento e Aosta.