Migranti, il Garante per l'Infanzia sequestrato in struttura per minori: «Ci hanno minacciato per un'ora»

Mercoledì 15 Febbraio 2017
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Il Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano
La garante nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, Filomena Albano, insieme con altre persone, è stata sequestrata per circa un'ora all'interno della comunità per minorenni stranieri non accompagnati di Cassano delle Murge (Bari), mentre stava effettuando un giro di incontri in Puglia. Il sequestro è terminato con l'intervento dei carabinieri, arrivati a liberare la Albano e le persone che erano con lei. Tutti, costretti a rimanere chiusi nella struttura di accoglienza, dove sono presenti una trentina di ragazzi originari in particolare dal Gambia, dalla Nigeria e dall' Egitto. Filomena Albano era accompagnata nella visita al centro di Cassano dal garante regionale dei diritti dei minori per la Puglia, Rosy Paparella.

A quanto si è appreso, mentre gli operatori e le garanti erano nella sala riunioni del centro d'accoglienza - che èdedicato ai minori non accompagnanti e situato a Cassano delle Murge - in compagnia anche dei ragazzi ospiti della struttura, è scoppiata la protesta. In particolare i ragazzi hanno cominciato ad urlare e gridare, mentre alcuni, tuttora da accertare, si sarebbero spinti a minacciare di morte la responsabile del centro stesso di accoglienza. Tutto sembrerebbe aver preso una piega di estremo nervosismo quando le garanti e le persone che le accompagnavano hanno tentato di uscire. I giovani hanno allora circondato le auto impedendo alla delegazione di allontanarsi dal centro.

A quel punto uno dei componenti la delegazione ha chiamato con un telefono cellulare i carabinieri che sono giunti subito sul posto riuscendo, dopo aver trattato con i ragazzi per circa un'ora, a calmare gli animi e a liberare la garante nazionale e le persone che la accompagnavano. «"Ci fanno mangiare, ci fanno dormire, ma noi non andiamo a scuola"» - hanno protestato i giovani del centro, ha poi raccontato all'Ansa la stessa Paparella - «'Non facciamo niente, non vediamo nulla per il nostro futurò», dicevano. Poi hanno continuato a parlarle sostenendo di non credere «"più a nessuno, perché sono venuti dal Ministero e ci hanno detto un sacco di balle"». «Erano decisamente arrabbiati», aggiunge la garante regionale. «Alcuni dei ragazzi - continua nel suo racconto Paparella - hanno bloccato le vie d'uscita, impedendo alle auto di muoversi, stendendosi per terra e usando sedie e panchine per evitare che la delegazione abbandonasse il centro».

La tensione si è fatta poi altissima quando una decina di ragazzi, rivolgendosi alla responsabile della comunità, le hanno detto: «Ti tagliamo la gola». La situazione comunque pian piano anche sotto questo aspetto è poi tornata sotto controllo. Indagini sono ora in corso da parte dei carabinieri per ricostruire in dettaglio l'accaduto ed individuare eventuali responsabili. Da parte sua, il garante regionale Rosy Paparella rileva su Facebook come «quello che è successo oggi pomeriggio dia l'idea di quanto le istituzioni non riescano ad assicurare tempestivamente i diritti ai minori stranieri soli 'trattenutì, ben oltre i 60 giorni previsti nelle strutture governative. È doloroso e difficile aver vissuto questa esperienza - aggiunge - ma ancor più dolorosa e difficile è la condizione che vivono questi stessi ragazzi e anche gli operatori che se ne prendono cura». Tuttavia, continua, «non ci fermeremo e domani saremo a Trani, in un altro centro e continueremo a fare pressioni sul Ministero dell'Interno perché acceleri il percorso di trasferimento e di collocamento dei ragazzi in contesti più adeguati».
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 18:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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