Venezia, Michelle Obama turista in Veneto, ma col cuore a Charleston

Venezia, Michelle Obama turista in Veneto, ma col cuore a Charleston
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Venerdì 19 Giugno 2015, 22:41 - Ultimo aggiornamento: 22:47

Michelle Obama è giunta in Veneto, dopo la due giorni a Milano e la visita all'Expo, per una visita privata superblindata assieme alle figlie, Sasha e Malia, e alla madre Marian Lois Robinson, ma ha mostrato di essere vicino al marito Barack, all'America che piange per la strage di Charleston.

Le prime parole in terra veneta, nella tappa pomeridiana per incontrare le famiglie dei militari americani della Guarnigione U.S. Army di Vicenza, sono suonate infatti come un monito, come un mai più stragi.

«Parlando con mio marito sappiano che essere vicino alle famiglie colpite da tragedie come quella di Charleston - ha detto - non è sufficiente. Ci auguriamo e facciamo di tutto perchè tragedie simili non avvengano più».

Un momento particolarmente toccante, un segno di profonda sintonia con il consorte - gli ha rivolto anche un augurio per la festa del papà di domenica prossima -, all'interno di una giornata molto intensa, anche all'insegna della cultura. Michelle Obama, vestita con un chemisier rosso, è atterrata all'aeroporto 'Marco Polò di Tessera (Venezia) poco dopo mezzogiorno.

Il tempo di uno saluto con il presidente del Veneto Luca Zaia, con il neo sindaco Luigi Brugnaro - al suo primo appuntamento da primo cittadino e che ha colto l'occasione per parlare di un interesse comune, il basket -, con il prefetto Domenico Cuttaia; poi, è salita in auto diretta alla città del Palladio. «Sono felice di essere qui» ha detto, in quella che Zaia nel breve colloquio ha definito la città più bella del mondo ricevendo un assenso dalla first lady.

A Vicenza, davanti a una delegazione delle circa 4.000 persone della comunità americana, ha rivolto parole di ringraziamento ai militari e alle loro famiglie. «Il servizio che le famiglie come le vostre svolgono per il Paese - ha rilevato - va difeso e quando non sarò più la first lady vi assicuro che lavorerò per supportarvi come faccio ora».

Momenti di convivialità quando ha distribuito gelati, assieme alle figlie, ai tanti bimbi presenti - con il gesto di saluto del 'batti cinquè - e di emozione e sorpresa quando la first lady ha fatto un dono alle 22 donne americane in dolce attesa, nel quadro della tradizione della festa della cicogna. Michelle Obama nel pomeriggio è tornata a Venezia per dare il 'vià alla parte culturale della sua blindatissima visita privata.

Verso le 19 ha compiuto, con le figlie e la madre, una visita in Basilica di San Marco e poi a Palazzo Ducale, passando per un collegamento interno. In basilica incontro con un coro di ragazzi di New York. Per domani mattina, salvo cambiamenti di programma, è prevista una visita alla Biennale d'arte, ai Giardini, dove c'è il padiglione statunitense con le opere di Joan Jones.

Non è da escludere poi una visita in alcune isole della laguna, come a Murano o Burano, ma il programma al momento è 'top secret'. Domenica mattina, poi, la partenza da Tessera. Da segnalare l'imponente servizio di sicurezza e di controllo dei punti ritenuti nevralgici - molto visibile il dispiegamento di forze - che ha accompagnato in ogni attimo gli spostamenti della first lady statunitense.