Migranti, allarme del commissario europeo: «Maxi barconi dalla Tunisia»

Giovedì 17 Maggio 2018
IL RAPPORTO
ROMA Cambiano le rotte degli arrivi verso l'Europa, per l'Italia aumentano in particolare gli arrivi dalla Tunisia, e cambia il clima attorno ai paesi del sud dell'Unione. Con il rischio che Italia e Grecia, assieme alla Spagna, si trovino a gestire tutto il peso dell'accoglienza dei richiedenti asilo e dei tentativi di rimpatrio nei confronti degli irregolari. Dopo l'appello che due giorni fa chiedeva anche a Roma di mantenere un atteggiamento cooperativo con l'Unione, ieri il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ha dettato le sue condizioni. L'Italia, dice, deve aumentare la capacità dei centri di detenzione, aprendo almeno altri tre hotspot per la registrazione delle persone sbarcate. Un impegno che l'Europa è disposta a pagare con «una nuova fase di fondi di emergenza».
LE PRESSIONI
Per il governo che verrà, favorevole all'aumento dei centri di detenzione, sembra un assist. Ma può rivelarsi una trappola. Nei prossimi giorni, i paesi del centro e dell'est dell'Unione puntano a modificare gli accordi di Dublino non per redistribuire il peso di assistenza, identificazione e accoglienza, come vorrebbero Italia, Grecia e Spagna, ma per stabilire che il paese di primo approdo d'ora in avanti dovrà occuparsi dei nuovi arrivati, regolari e irregolari, per sempre e non più con precisi limiti di tempo, con gravi problemi anche legati alle politiche di integrazione e ai ricongiungimenti familiari. L'aumento dei centri di identificazione serve dunque a fare in modo che chi arriva resti in Italia.
I FLUSSI NEL MEDITERRANEO
Nel giro di 24 ore sono stati diffusi due rapporti che fanno il punto della situazione sulle rotte mediterranee. I numeri sono complessivamente in calo, di più della metà rispetto all'anno scorso e del 73% rispetto a due anni fa, con numeri particolarmente ridotti per l'Italia che registra un calo di circa il 76% anche rispetto al 2017. Ma se la rotta libica sta rallentando sensibilmente, a crescere sono gli arrivi provenienti dalla Tunisia, diretti verso la Sicilia, e dall'Algeria che sbarcano in Sardegna. Per la prima volta dopo parecchi anni, a largo di Lampedusa è stata rintracciata una vera e propria imbarcazione a due piani, un peschereccio, proveniente dalla Tunisia con 200 persone a bordo: «Non possiamo parlare di un trend perché si tratta di una sola imbarcazione - commenta Federico Soda, direttore dell'ufficio dell'Oim per il Mediterraneo - ma l'uso di grandi imbarcazioni stracariche di persone era comune fino a metà del 2015, poi era stato abbandonato». Dalla Tunisia arrivano 2.248 dei 10.659 complessivi. Alto resta il numero di minori non accompagnati:nel 2017 in Italia ne sono arrivati 10mila, il 66% in più rispetto al 2016. Nel nostro paese la maggioranza dei minori, il 65%, arriva non accompagnata dai genitori, la quota più alta dell'intera Unione.
MAROCCO E TURCHIA
A crescere sono, invece, gli arrivi verso la Spagna, provenienti dal Marocco (5,463 rispetto ai 3,326 del 2017) e verso la Grecia, provenienti dalla Turchia (9.528 contro i 5.601 dello stesso periodo, dicono i dati Oim). Con piccoli aggiustamenti numerici, il dato è contenuto anche nella Relazione aggiornata sull'attuazione delle politiche migratorie diffusa ieri dalla Commissione europea, tanto che a Bruxelles qualcuno ha espresso il timore che sia l'intera intesa tra Turchia e Unione a vacillare. L'accordo «continua a funzionare» ha replicato Avramopoulos, al quale non sfugge che Ankara ospita circa 3milioni di richiedenti asilo a fronte dei 9mila arrivati in Grecia: «C'è stato un lieve aumento, ma la situazione è sotto controllo e per ora gestibile. Sono in contatto con i ministri greco e turco e li ho incoraggiati a continuare a cooperare».
Sara Menafra
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 19:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA