Marsala, uccise un carabiniere con un colpo di pistola: il pm chiede l'ergastolo

Lunedì 24 Settembre 2018
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Per gli investigatori è uno dei mandanti dell'omicidio del maresciallo capo dei carabinieri Silvio Mirarchi, ucciso con un colpo di pistola il 31 maggio 2016 nelle campagne di contrada Ventrischi, nell'entroterra di Marsala. Ora, Nicolò Girgenti, 47 anni, bracciante agricolo e vivaista di Marsala, rischia una condanna all'ergastolo, con 18 mesi di isolamento diurno. E' la richiesta fatta alla Corte d'assise di Trapani dal pm Anna Sessa. I suoi complici sono rimasti ignoti. Il sottufficiale fu ferito a morte mentre, con un altro carabiniere, era impegnato in un appostamento volto a contrastare furti in un campo agricolo. Erano vicino a una serra, dove furono poi scoperte seimila piante di marijuana.

Secondo gli inquirenti, sarebbero stati sette i colpi di pistola esplosi da almeno due persone contro i due militari. Girgenti fu arrestato il 22 giugno di quello stesso ann. Dagli accertamenti dei carabinieri di Trapani e del Ris di Messina, infatti, era emerso che il bracciante era nella zona dell'omicidio all'ora della sparatoria. La sua auto, quella sera, sarebbe transitata dalla strada in cui era stato ucciso Mirarchi. Gli furono anche trovate addosso tracce di sostanze che, secondo l'accusa, sono presenti nella polvere da sparo. Per la difesa, però, le stesse sostante (nichel e rame) potrebbero essere collegate all'uso dei fertilizzanti maneggiati per lavoro da Girgenti. Secondo l'accusa, la sera del 31 maggio di due anni fa, all'arrivo del maresciallo Mirarchi e dell'appuntato Cammarata, l'imputato, insieme a qualche altro complice, stava rubando piante di marijuana dalla serra che avevano gestito fino a circa tre mesi prima.
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