Carabiniere ucciso a Marsala, la vedova: «Siamo rimasti soli, l'uomo catturato si vergogni»

Sabato 25 Giugno 2016
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«Fino ad oggi siamo stati in silenzio io e i miei figli, nel profondo dolore in cui siamo piombati dopo quella tragica sera. Ma adesso sentiamo la necessità di parlare, poiché l'uomo che è stato catturato per la morte di mio marito si è permesso di dire che è addolorato e ha espresso solidarietà. Si vergogni». Lo dice all'Ansa, Antonella Pizzo, 50 anni, vedova del maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi, ucciso a Marsala lo scorso 31 maggio. Mercoledì è finito in manette Nicolò Girgenti, bracciante agricolo.

«Siamo rimasti soli - continua Antonella Pizzo - e quest'uomo farebbe bene a raccontare tutto senza sprecare fiato per delle parole vuote e prive di significato, oltre che prive di vero e sincero pentimento. Si vergogni!». Oltre alla moglie, il maresciallo Silvio Mirarchi ha lasciato due figli: Debora, di 23 anni, universitaria; Valerio, di 18, che frequenta il quarto anno del Liceo classico a Marsala. Intanto, il Comando provinciale dei carabinieri di Trapani ha comunicato che l'1 luglio, alle 18, nel trigesimo della morte del militare, calabrese d'origine ma marsalese d'adozione, sarà celebrata una messa in suo suffragio nella chiesa di Maria SS. Ausiliatrice di Marsala, alla presenza del comandante dell'Arma dei Carabinieri, generale di corpo d'armata Tullio Del Sette. La funzione religiosa sarà officiata dal vescovo di Mazara del Vallo, Domenico Mogavero e dal cappellano militare, don Salvatore Falzone.

Ultimo aggiornamento: 26 Giugno, 16:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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