Mantova, donna in coma da tre mesi partorisce una bimba

Venerdì 15 Giugno 2018
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Una donna in coma da tre mesi dà alla luce una bambina. Quando l'hanno presa in braccio e hanno sentito il suo primo vagito si sono commossi. I medici, gli infermieri e i tecnici, una task force di una trentina di persone dei due ospedali di Mantova e di Pieve della stessa Asst Poma che da tre mesi e mezzo stava seguendo la neo mamma in coma dopo l'arresto cardiaco che l'aveva colpita alla nona settimana di gravidanza, alle 11.30 di ieri con quella bimba nata prematura ma in buone condizioni, hanno toccato il cielo con un dito.

I ringraziamenti che hanno ricevuto poi dal padre e dalla nonna in attesa fuori dalla sala parto hanno fatto il resto. «Ci siamo sentiti tutti coinvolti, sia emotivamente che scientificamente», hanno detto oggi in una conferenza stampa il direttore sanitario dell'Asst Carlo Poma di Mantova Maurizio Galavotti e il ginecologo Giampaolo Grisolia che ha eseguito il parto cesareo.

«È tutto l'ospedale che ha fatto da ostetrica in questo caso molto complesso», ha affermato il direttore sanitario. Con loro c'erano alcuni dei protagonisti dell'eccezionale nascita avvenuta all'ospedale Carlo Poma di Mantova. «Mamma e bimba sono in condizioni stabili - ha spiegato Valeria Fasolato, direttore della struttura di neonatologia dove la bimba è ricoverata -. La piccola pesa un chilo e mezzo e, dato che è nata a pochi giorni dalla scadenza della trentaduesima settimana di gravidanza, è assistita dal punto di vista respiratorio. È presto per dire che è fuori pericolo, ma le sensazioni sono buone».

La madre, 33 anni di Mantova, affetta da encefalopatia post anossica, sopraggiunta in seguito ad arresto cardiaco, si trova ricoverata nell'unità di terapia intensiva coronarica, ma presto verrà trasferita ancora nel reparto di riabilitazione specialistica di Pieve di Coriano, da dove era arrivata tre settimane fa, per proseguire la riabilitazione. «Si trova in uno stato di coma leggero - ha spiegato Grisolia - ma non si è resa conto di essere diventata mamma; secondo noi ha solo avuto la percezione di qualcosa di diverso che le stava succedendo».

Al suo capezzale in questi mesi si sono avvicendati medici e infermieri che l'hanno costantemente assistita 24 ore su 24. «Siamo orgogliosi di tutto il nostro personale», ha sottolineato Galavotti. Dopo l'arresto cardiaco e un breve ricovero al Poma, la donna era stata trasferita a Pieve per la riabilitazione nel reparto diretto da Monica Manfredini.

Con l'avanzare della gravidanza era stato deciso di riportarla a Mantova dove c'è il reparto di patologia neonatale: «Traghettare qui quanto fatto a Pieve è stato molto importante - ha osservato Ilaria Lanfredi, responsabile del dipartimento materno-infantile del Poma -. Siamo riusciti a far emergere la professionalità di tutti».
Ultimo aggiornamento: 18 Giugno, 22:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA