Manduria, il prete si rifiuta di lavare i piedi ai migranti durante la messa

Venerdì 30 Marzo 2018 di Nazareno Dinoi

«Vergognosamente stasera il razzismo è salito sull’altare». È stata questa frase, apparsa sul profilo Facebook di un manduriano nella tarda sera di giovedì 29 marzo, ad accendere le polemiche di chi era a conoscenza dei fatti e a dare via alle domande di chi voleva sapere. A provocare «il disgusto» dell’autore di quel primo post, era stato il mancato lavaggio dei piedi dei fedeli, da parte del sacerdote, durante la messa serale del giovedì santo nella chiesa manduriana di San Michele Arcangelo. Il motivo, sempre secondo i fedeli, è molto più grave dell’aver saltato il rituale sacro che nella simbologia cattolica è il gesto che compie Gesù nei confronti dei discepoli durante l'ultima cena, prima di essere condannato a morte, quale segno estremo di ospitalità: a Manduria, invece, il padre celebrante si sarebbe rifiutato perché tra i fedeli ci sarebbero stati degli immigrati. Così era stato concordato dai parrocchiani che si son dovuti arrendere di fronte alle insistenze di uno dei due padri reggenti la parrocchia che era assolutamente contrario all’apertura nei confronti degli extracomunitari ospiti di una casa alloggio del posto. La cosa non è piaciuta a molti fedeli che timidamente sui social e fervidamente tra loro in privato, hanno criticato aspramente l’intollerante chiusura.

«Ci sarebbe tanto da dire ma mi limito a condividere il tuo sfogo, invito però molti a farsi un esame di coscienza», scrive un’altra fedele a conferma dello sdegno provato da chi aveva acceso la miccia. Più eloquenti le parole di un altro parrocchiano che scrive: «Per fortuna nella Chiesa ci sono persone che combattono il razzismo, compreso il Santo Padre. Chi non segue i valori della solidarietà andrebbe, quanto meno, richiamato dalle autorità cattoliche». Per questo, però, bisogna attendere che terminino i riti della settimana santa perché ieri nessun esponente della chiesa era disposto a dare risposte in merito. Dall’ufficio per le comunicazioni sociali della Diocesi di Oria si dicevano all’oscuro di tutto scoprendosi anche impotenti nell’acquisire informazioni poiché tutto il personale religioso di Manduria era impegnato nei riti del venerdì di Pasqua. Sempre dalla Curia, fanno però sapere che i padri che hanno celebrato la santa messa alla San Michele Arcangelo di Manduria non «sono diocesani, ma religiosi appartenenti all’ente ecclesiastico dei Servi di Maria».

Evidente imbarazzo anche da parte di don Dario De Stefano, amministratore parrocchiale della chiesa dove si sono svolti i fatti ma assolutamente estraneo agli stessi perché assente. Contattato telefonicamente, ieri, anche con messaggio chat, il religioso ha preferito non dare risposte concentrandosi nell’organizzazione della sua parrocchia San Giovanni Don Bosco alla imminente processione dei Sacri Misteri. «Abbiamo raggiunto il fondo», scrive un altro frequentatore della San Michele Arcangelo a conclusione di una brutta pagina della parrocchia gestita dai Servi di Maria.

Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 09:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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