Botte ai bimbi dell'asilo ad Alessandria, due maestre sospese: loro respingono le accuse

Sabato 8 Settembre 2018
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Comincia tutto quando un bimbo di 5 anni, giocando, tira l'orecchio al papà. Più forte che può, come se volesse fargli male. Il genitore si lamenta, chiede spiegazioni: «È quello che ci fanno a scuola se siamo monelli», gli risponde il piccolino. Prende spunto così, fra le quattro mura di una casa di Alessandria, l'operazione "Beyond the gate", che ha portato alla denuncia di due insegnanti di una scuola statale per l'infanzia.
 

Comincia così, lo scorso marzo, perché la mamma riprende le confidenze del figlioletto con un video e si precipita in Questura, dove la squadra mobile apre un'indagine. Le maestre, che hanno 46 e 42 anni, oltre ad essere segnalate all'autorità giudiziaria per maltrattamenti sono anche state sospese dal servizio per nove mesi. Al momento, secondo gli investigatori, risultano accertati abusi su otto bimbi (su un totale di circa ottanta) di età compresa fra i tre e i cinque anni. Strattoni, sberle, trascinamenti per i polsi. Qualche sospetto era già serpeggiato tra i genitori dei piccoli allievi.

Si erano confrontati tra loro e avevano anche tentato di parlarne con le insegnanti, ricevendo però solo dei rimproveri per quei figli «troppo vivaci, disobbedienti e difficili da gestire». La denuncia della mamma ha fatto partire l'indagine, le telecamere installate dalla polizia nei locali dalla scuola hanno fatto il resto. Le carte del procedimento raccontano di rimproveri ingiuriosi: «Tu non puoi stare vicino agli altri perché ti puzza l'alito», «Quel tuo compagno ha vene di follia». C'è la maestra che spintona ripetutamente, con durezza, un piccino per costringerlo a stare seduto. C'è il bimbo cui viene vietato per tre quarti d'ora di andare in bagno. C'è la bimba che piange a dirotto e urla «Mi fai male». «Non c'era assolutamente l'intenzione di maltrattare i bambini. I problemi sarebbero derivati da una classe numerosa, vivace e difficile da gestire», dice l'avvocato Piero Monti, del Foro di Alessandria, che difende la maestra 46enne.

«La mia cliente non si sente responsabile delle accuse a suo carico - aggiunge l'avvocato torinese Agostino Ferramosca, legale della seconda maestra - Il maltrattamento implica una condotta abituale. Qui, probabilmente, tratteremo solo dell'episodio mostrato nel video. Tutti siamo andati a scuola, ma non tutti abbiamo fatto i maestri...». Chi ha indagato è convinto che all'interno della scuola si sia tentato di minimizzare. «Siete sicure che la cosa non esce dai nostri cancelli?», si sente dire nel corso di una riunione (il nome in codice dell'operazione, 'Beyond the gatè, oltre i cancelli, nasce da qui). Non solo. Si parla, in Questura, di una dirigenza che «non ha saputo offrire adeguato supporto per le classi difficili». La tesi degli inquirenti è che le due maestre non fossero capaci di gestire la situazione e sfogassero nei maltrattamenti la loro frustrazione. Ora per i bambini è previsto un percorso di sostegno psicologico.

Ultimo aggiornamento: 17:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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