Mafia, colpo agli uomini di Matteo Messina Denaro: 12 arresti

Matteo Messina Denaro
Oltre 100 uomini tra Carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani, del Raggruppamento operativo speciale e della Dia, stanno eseguendo 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Palermo su richiesta della Dda. Gli arrestati sono accusati di associazione mafiosa, estorsione, favoreggiamento e fittizia intestazione di beni, tutti aggravati da modalità mafiose. L'operazione nasce da un'inchiesta avviata nel 2014 su esponenti delle famiglie di Vita e Salemi, ritenuti favoreggiatori del capomafia latitante Matteo Messina Denaro.

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Le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Paolo Guido, hanno consentito di individuare i capi dei due clan e di scoprire gregari ed estorsori delle cosche. Gli arrestati, servendosi anche di professionisti nel settore di consulenze agricole e immobiliari, sarebbero riusciti attraverso società di fatto riconducibili all'organizzazione mafiosa ma fittiziamente intestate a terzi a realizzare notevoli investimenti in colture innovative per la produzione di legname e in attività di ristorazione.

C'è anche il "re dell'eolico" tra le dodici persone arrestate. In carcere è finito Vito Nicastri, noto imprenditore trapanese, accusato di avere finanziato la latitanza di Messina Denaro.Qualche anno fa, il Finacial Times lo aveva definito il «Signore del vento». A lui la Dia anni fa aveva confiscato beni per 1,3 miliardi euro, tanto valevano le 43 società di capitali che Nicastri utilizzava per gestire i suoi affari nel settore dell' eolico. Oggi l'arresto.
Martedì 13 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 23:07

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2 di 2 commenti presenti
2018-03-14 08:01:02
Io sono uno di quelli convinti che non lo vogliono trovare perchè se dovesse parlare troppa gente ne andrebbe di mezzo. Un capo mafia non si può allontanare dalla propria zona di competenza perchè ci sarebbe subito qualcuno che prende il suo posto a meno che non sia il primo che comanda da "Honolulu" via internet e con portavoce che fanno la spola con la Sicilia. La mafia si combatte con il lavoro legale: oggi in Sicilia, Campania, Calabria, Puglia ecc. la maggior parte del lavoro è in mano delle varie cosche magari non direttamente ma se facessero rispettare o ancora meglio perfezionare le regole sui sub appalti sparirebbero molte società costruite allo scopo: oggi c'è l'obbligo di presentare, nel caso in cui ti viene affidato un sub appalto,una auto dichiarazione che non appartieni a clan mafiosi che viene trasmessa alla polizia che indagherà a tempo debito ma nel frattempo il lavoro è finito e la ditta chiusa con la sparizione dei soldi e di tutta la dirigenza: gli unici di certa individuazione sono solo i dipendenti che nel pastrocchio non c'entrano nulla
2018-03-13 09:59:12
Se si vuole eliminare la magia si deve fare come si fa negli USA : il mfioso, fatti di sangue o no, si mette in galera e da li' esce soltanto per il suo funerale. Ma questo da noi non si e' fatto, non si fa e mai si fara'. Da noi la mafia si fa solo finta di combatterla. Da noi si danno si' 10, 14, 16 anni di galera, poi con gli sconti ( e ne abbiamo di ogni tipo ) dopo una frsazione di pena si va fuori. E una volta fuori cosa fara' il mafioso ? Certamente non andra' in convento, ne' andra' a fare il metalmeccanico, tornera' a fare il mafioso e godra' anche nel suo ambiente di un maggior prestigio. Il mafioso non si combatte ma si finge solo di farlo perche' porta voti e anche utilissimi finanziamenti. Il mafioso e' utile, e' un partner, e' un amico. Non si puo' combattere, sarebbe rischioso per la carriera di molti. Politici e non.
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