ROUSSEAU

M5S, preso l'hacker dell'attacco a Rousseau: è un 26enne veneto

Martedì 6 Febbraio 2018
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La polizia ha individuato il responsabile dell'attacco hacker della scorsa estate alla piattaforma Rousseau, il sistema per le votazioni online e le attività politiche del Movimento Cinquestelle. Si tratta di un trentenne veneto, a cui sono risaliti gli uomini della polizia postale di Milano e del Cnaipic, il Centro nazionale contro i crimini informatici. L'uomo è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Milano con l'accusa di accesso abusivo a sistema informatico.

L'hacker è stato perquisito. Gli uomini della Polizia postale si sono presentati a casa sua con un decreto di perquisizione ed ispezione informatica emesso dalla procura di Milano, anche con l'obiettivo di accertare se vi siano altre responsabilità nelle intrusioni informatiche che sono state realizzate.
 


​«Voglio ringraziare con il cuore e a nome dell'intero MoVimento 5 Stelle gli uomini e le donne della polizia postale di Milano e del Cnaipic (il Centro nazionale contro i crimini informatici) che hanno individuato la persona responsabile dell'attacco hacker della scorsa estate contro la nostra piattaforma Rousseau». Così il candidato premier del M5s Luigi Di Maio su Fb dove commenta: «Hanno fatto un lavoro eccezionale, grazie al quale si chiude finalmente questa brutta pagina. Grazie!».

«L'ho fatto per testare la vulnerabilità, non avevo fini o motivazioni politiche». È quanto avrebbe detto, in sostanza, agli investigatori l'hacker padovano di 26 anni, L.G., indagato dalla Procura di Milano per l'attacco informatico alla piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle. Il giovane è uno studente universitario di matematica e come hacker si firmava 'Evariste Galois'.

Lo studente universitario di Matematica, che come hacker si firmava 'Evariste Galois', noto matematico francese dell'Ottocento, avrebbe violato la «parte tecnica» della piattaforma Rousseau del Movimento 5 Stelle, ma non avrebbe acquisito o estrapolato dati o informazioni sensibili. Lo si apprende in relazione alle indagini del pm di Milano Alberto Nobili, capo del pool antiterrorismo e di contrasto ai reati informatici, e del collega Enrico Pavone, condotte dalla Polizia postale che, come chiarito, ha tutti gli strumenti per contrastare queste azioni di hackeraggio. Il giovane padovano, incensurato e cresciuto in una 'buona famiglià, non risulta agli investigatori vicino ad ambienti politici e si è difeso spiegando che voleva testare la «vulnerabilità» della piattaforma. È indagato per accesso abusivo a sistema informatico ed è stato perquisito. Nei prossimi giorni sarà interrogato. L'attacco principale alla piattaforma è avvenuto il 2 agosto. Il giovane non è 'Rogue0', altro hacker che attaccò Rousseau sempre lo scorso agosto.

Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio, 16:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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