Ladro ucciso, la testimone: «Qui è un far west pieno di aggressività»

Venerdì 10 Marzo 2017

«Gugnano è così, un angolo di Far West dimenticato al confine di tre provincie: Milano, Lodi e Pavia. Ci ho abitato per oltre dieci anni, la prima cosa che mi disse il parroco fu "Questo è un paese di Galli contro Romani". Non ho mai capito cosa avesse voluto dire se non il fatto che di aggressività ne circolava parecchia. C'è una crosta di rabbia durissima». Monica Montanari descrive così il quartiere di Casaletto Lodigiano dove un ristoratore ha sorpreso, sparato e ucciso un rapinatore.

Proprio in quella trattoria, in via Lodi 34, c'è la sede "di comodo" dell'associazione Gnomone di cui la giornalista Montanari fa parte, una onlus contro la dispersione scolastica. Nel paese in provincia di Lodi, poco meno di 3mila anime, in passato è stata a capo del giornale "Gola secca" e conosce Mario Cattaneo, 67 anni, l'uomo che ha sparato al malvivente imbracciando un fucile da caccia.

«Qui il clima è duro e gli uomini sono espressione del disagio. Le donne che la sanno lunga quando la caldana sfiorava i 40 gradi al minimo accenno di parole grosse, nel bar, facendo finta di niente si sistemavano in modo di nascondere alla vista gli oggetti che avrebbero potuto essere usati come armi», racconta. La vicinanza del carcere di Opera «non aiuta, e la presenza di veri angoli di degrado, zone franche, nemmeno. È un posto dove ci si va a nascondere». Quella di Gugnano «è gente di cascina. Se gli togli la comunanza che crea il lavorare insieme, non ha più nulla da condividere», conclude.

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