Lampedusa, Alfano: «Non sarà l'ultima tragedia»

Venerdì 4 Ottobre 2013
«Non vi è alcuna ragione per pensare che quanto accaduto ieri a Lampedusa sia l'ultima volta». Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, nella sua informativa alla Camera sulla vicenda.



«La rabbia, l'indignazione, il senso di impotenza mi impongono di unirci al grido di papa Francesca, a quel 'Vergogna!' che credo sia un sentimento collettivo»., ha detto il ministro.



La ricostruzione dei fatti. «Il barcone ha avuto un'avaria e si è fermato: non è stato visto. Per chiedere soccorsi i migranti hanno dato fuoco a una coperta. Purtroppo oli e idrocarburi dei motori sono venuti in superficie e ciò ha causato un immediato Incendio all'imbarcazione che ha provocato il panico dei presenti che si sono sbilanciati su un lato facendo affondare la barca», ha ricostruito Alfano. «Sarà importante vedere se nella stiva» del peschereccio affondato ieri a Lampedusa «ci sono altri. Lì viaggia solitamente chi paga il biglietto più caro, più poveri tra i poveri».



L'applauso della Camera. Un applauso dell'aula della Camera ha accolto le parole di ringraziamento che il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha rivolto alla «squadra Italia» che ha soccorso i migranti del naufragio a Lampedusa. Alfano ha ringraziato non solo tutte le forze dello Stato in campo, ma anche i «cittadini, i diportisti e i pescatori, che con un cuore grandissimo hanno accolto e soccorso e migranti, uno sforzo straordinario».



I numeri. «Sono arrivati più di 30mila migranti quest'anno in Italia, la gran parte è stata soccorsa, perchè noi siamo andati a prenderli con i nostri mezzi, spesso ben oltre la competenza nostra, fino alla riva di alcuni Paesi anch'essi europei», ha detto il ministro aggiungendo che «il sistema di accoglienza è stato raddoppiato fino a 16mila posti».


«Bisogna ripartire politicamente dall'idea di frontiera», ha sottolineato. «Diventato ministro dell'Interno ho preso confronto con vari dossier e visto spesso parlare di emergenza immigrazione. Se non si parte da capovolgimento semantico del termine non si capisce dove si deve andare a parare».



L'Europa. La questione è «se l'Europa intende difendere la frontiera che ha disegnato con il trattato di Schengen. Uno Stato che non protegge la sua frontiera semplicemente non è. E allora l'Europa deve scegliere se essere o non essere», ha sottolinea ancora Alfano.
Ultimo aggiornamento: 16:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA