L'Aquila, in 7mila alla fiaccolata in memoria delle 309 vittime del terremoto

L'Aquila, in 7mila alla fiaccolata in memoria delle 309 vittime del terremoto
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Mercoledì 6 Aprile 2016, 01:47 - Ultimo aggiornamento: 08:57


A sette anni dal tragico 6 aprile del 2009, circa settemila persone hanno partecipato in un clima di commozione alla fiaccolata per commemorare le 309 vittime del terremoto dell'Aquila. La fiaccolata è partita dopo le 22 da via XX settembre con destinazione piazza Duomo, cuore del centro storico dove poco dopo mezzanotte e mezza sono stati letti i nomi delle vittime della tragedia. E sono risuonati 309 rintocchi di campana. «Per loro, per tutti. Familiari vittime 2009» è lo slogan dello striscione di apertura portato dai parenti delle vittime del sisma in t-shirt gialla con la scritta «Verità per la strage dell'Aquila».

Accanto a loro i familiari delle vittime Thyssenkrupp, Moby Prince, San Giuliano di Puglia. La manifestazione centrale del programma delle commemorazioni degli scomparsi nel sisma delle 3:32 del 6 aprile 2009, promossa come sempre dai familiari delle vittime, è stata quindi un'ulteriore occasione per chiedere «verità e giustizia», nonostante il processo alla commissione grandi rischi abbia avuto l'epilogo in Cassazione. Il 20 novembre scorso è stata confermata la sentenza di appello che ha assolto sei dei sette componenti, che in primo grado erano stati condannati a sei anni di carcere per aver falsamente rassicurato gli aquilani e aver sottovalutato il rischio sismico al termine della riunione del 31 marzo 2009. Unico a essere condannato, a due anni, è stato l'ex vicecapo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis. In un filone parallelo è indagato l'allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso, attuale candidato sindaco di Forza Italia a Roma.

 



A rappresentare il governo il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Claudio De Vincenti, che ha spiegato: «Prima di tutto c'è il ricordo di una tristissima notte, il ricordo delle 309 vittime e di chi ha dovuto abbandonare le proprie case. Poi c'è l'impegno a far riprendere pienamente L'Aquila». Per la città di Roma, il commissario Francesco Paolo Tronca: «Semplicemente un momento di ricordo forte, mix di sensazioni legate a situazioni molto complesse - ha detto Tronca - . Oggi più che mai sento la responsabilità di testimoniare la vicinanza di Roma e dei romani. Sono passati sette anni, L'Aquila sta riconquistando la dignità di riappropriarsi della propria storia». Assente giustificata la sottosegretaria con delega alla ricostruzione Paola De Micheli, diventata mamma qualche giorno fa. Tra i rappresentanti istituzionali, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, e quello del Consiglio abruzzese Giuseppe di Pangrazio.

Dal tribunale, la fiaccolata è risalita lungo via XX settembre, sfilando davanti a molti dei luoghi simbolo della tragedia, in primis la Casa dello studente crollata dove ci furono otto morti. Il programma religioso prevede una santa messa in suffragio delle vittime alla basilica di San Giuseppe Artigiano, all'1.45 veglia di preghiera alla Cappella della Memoria di Piazza Duomo (accanto chiesa Santa Maria del Suffragio). Una fiaccolata commemorativa si è tenuta anche a Poggio Picenze (L'Aquila).


LA RICOSTRUZIONE
«In due anni abbiamo avviato e realizzato con forza la ricostruzione, molti cantieri aperti, altri già chiusi, altri apriranno». Così il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, parlando della ricostruzione nel corso della fiaccolata per il settimo anniversario del terremoto dell'Aquila. «Prima di tutto c'è il ricordo, ci sono 2 miliardi di impegno e il 75% delle persone è rientrato - ha detto ancora il rappresentante del governo -. Abbiamo attratto investimenti produttivi, questa è una città viva sul piano culturale e produttivo e tre importanti imprese investiranno tra L'Aquila e Scoppito».

BERTOLASO E LA PRESCRIZIONE
«A nome del coordinamento nazionale Noi non dimentichiamo domani mattina (mercoledì 6 aprile, ndr) recapiteremo a Guido Bertolaso le 3 mila firme raccolte affinchè venga formalizzata al più presto per iscritto la rinuncia alla prescrizione non aspettando il 7 ottobre prossimo». Lo ha detto nel corso della fiaccolata il consigliere comunale Vincenzo Vittorini, medico chirurgo che nel terremoto ha perso la moglie e una figlia.
L'allora capo della protezione civile è indagato in un filone parallelo al processo alla commissione grandi rischi per aver promosso un'azione mediatica tesa a tranquillizzare gli aquilani che così non hanno preso le tradizionali precauzioni, come quelle di uscire di casa dopo una scossa. Vittorini nella seduta del consiglio comunale del 21 marzo scorso ha esposto in aula uno striscione con scritto «Verità per la strage di L'Aquila del 6 aprile 2009 h 3.32», che porterà in Consiglio fino alla fine della consiliatura. «Come ha sempre fatto nella sua vita pubblica, Bertolaso sta usando la mediaticità per non pagare quello che ha fatto
» ha detto ancora Vittorini. «Aspettiamo che cosa dirà Renzi, tutti noi siamo legati dal lutto», ha detto Antonio Morelli in rappresentanza dei familiari della strage di San Giuliano di Puglia.

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