Istat: meno figli, più divorzi ma pure matrimoni. L'Italia cambia e torna a spendere per ristoranti e hotel

Giovedì 28 Dicembre 2017
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Gli italiani sono sfiduciati da lavoro e politica, ma tornano a spendere un po' di più. Così l'Istat nell'Annuario statistico italiano edizione 2017 (un volume organizzato in 24 capitoli). L'Italia è il Paese più vecchio in Europa, con i figli che rimangono a casa, in cui si fanno pochi bebè e si registrano invece tanti divorzi, nonostante una ripresa dei matrimoni. Un altro dato: vivere nelle grandi città costa caro. «Le famiglie residenti nei comuni centro dell'area metropolitana spendono in media 2.899,21 euro», ovvero «491 euro in più» a confronto con i comuni fino a 50 mila abitanti (2.407,82 euro). Insomma nel 2016 lo scarto, calcolato in esborso medio mensile, tra le famiglie dei centri urbani maggiori e quelle dei municipi medio-piccoli è di quasi 500 euro (+20,4%). Sarà anche per questo che prevalgono i comuni di piccole dimensioni: il 46,3% non supera i 20 chilometri quadrati di superficie e il 69,9% ha una popolazione pari o inferiore ai 5 mila abitanti. Gli incentivi all'accorpamento dei comuni ne sta riducendo il numero, sceso da circa 8.100 a 7.998.

LAVORO E STUDIO
«Il 2015 conferma l'andamento decrescente iniziato nel 2008 per le imprese presenti sul territorio italiano, che scendono a 4,3 milioni, ma vede anche la ripresa degli addetti, che aumentano fino a 16,3 milioni». «La differenza tra le imprese nate e quelle cessate nel corso del 2015 presenta un saldo negativo», fa notare l'Istituto. Tuttavia «dopo la ripresa del 2014 continua a crescere, anche nel 2015, la capacità di sopravvivenza delle nuove imprese: fra quelle nate nel 2014, alla fine del 2015 sono ancora in attività l'80%». 


LA SPESA
Gli italiani sono tornati a spendere, almeno per dormire e per mangiare fuori. Lo certifica l'Istat nell'Annuario statistico, sottolineando che nel 2016 «tornano ai livelli pre-crisi» le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro)
». Viene così recuperato il terreno perso negli ultimi cinque anni, riagganciando i valori del 2011. La discesa della spesa, ricorda infatti l'Istat, era iniziata nel 2012. Gli italiani, inoltre, hanno effettuato 66 milioni e 55 mila viaggi con uno o più pernottamenti, registrando, per la prima volta dopo sette anni, una variazione positiva rispetto all'anno precedente (+13,7%). Anche se rispetto agli altri europei, viaggiano molto meno (in media fanno 0,8 vacanze all'anno ciascuno rispetto alle 2,4 degli altri). L'incremento è trainato soprattutto dalle vacanze brevi (1-3 notti), ma crescono (+11,3%) anche le vacanze lunghe, pari a quasi 30 milioni. 

Gli istituti museali statali hanno registrato oltre 45 milioni e mezzo di presenze, con un incremento del 5 per cento circa rispetto al 2015. Più del 60 per cento delle visite ha riguardato strutture del Centro, concentrate in particolare nel Lazio e in Toscana. Nel 2016 prosegue l'aumento della partecipazione culturale, che sfiora il massimo del decennio. A dare un particolare contributo sono, in ordine di importanza, l'afflusso al cinema e a concerti di musica diversa da quella classica e le visite a musei, mostre, siti archeologici e monumenti. Gli uomini sono frequentatori più attivi: il 53,1 per cento dichiara di svolgere 2 o più attività nell'anno, a fronte del 46,6 per cento delle donne. Gli adolescenti tra gli 11 e i 19 anni e i giovani fino ai 24 sono i maggiori fruitori dei diversi intrattenimenti e spettacoli nel tempo libero, fatta eccezione per i concerti di musica classica. 

LA POPOLAZIONE
Popolazione ancora in calo. Al 31 dicembre 2016 era pari a 60.589.445 unità (29.445.741 maschi e 31.143.704 femmine), oltre 76 mila unità in meno rispetto all'inizio dell'anno. E continua il calo delle nascite, ma torna ad  aumentare la speranza di vita. Nel 2016 si sono riempite 473.438 culle, 12.342 in meno rispetto all'anno precedente. E il calo delle nascite continua a essere affiancato dalla posticipazione dell'evento: le gravidanze avvengono, infatti, in età sempre più avanzata. Nello stesso anno il numero dei decessi, invece, cala rispetto al picco dell'anno precedente e raggiunge le 615.261 unità (32.310 morti in meno rispetto all'anno precedente). La speranza di vita alla nascita (vita media), dopo una battuta d'arresto, riprende a crescere e passa da 80,1 a 80,6 anni per gli uomini e da 84,6 a 85,1 per le donne. Il Nord-Est è l'area geografica con la speranza di vita più alta anche nel 2016 mentre il Mezzogiorno è caratterizzato da una vita media più bassa. L'Italia resta uno dei paesi più vecchi al mondo, con 165,3 persone con 65 anni e più ogni cento con meno di 15 anni. Aumentano le famiglie composte da una sola persona (da 20,5 a 31,6%) e si riducono quelle di cinque o più componenti (da 8,1 a 5,4%).


Aumentano i matrimoni ma ancora di più i divorzi. Nel 2015 i matrimoni riprendono a crescere passando dai 189.765 dell'anno precedente a 194.377. È nelle isole che ci si posa di più e il rito che gli sposi scelgono principalmente è sempre - seppure in costante calo - quello religioso che nel 2015 ha caratterizzato il 54,7% delle nozze. A livello internazionale l'Italia risulta comunque essere sempre uno dei paesi con la nuzialità più bassa: soltanto Portogallo e Slovenia hanno un quoziente inferiore. Sul fronte delle separazioni si passa dalle 89.303 del 2014 a 91.706 del 2015 mentre per i divorzi l'aumento è decisamente più marcato: da 52.355 salgono a 82.469, un'impennata dovuta soprattutto all'entrata in vigore a metà 2015 del divorzio breve. 


IL TERREMOTO
Il «2016 anno nero per i terremoti». Con il dramma del centro Italia. Un anno «caratterizzato da un'intensa attività sismica, la maggiore degli ultimi trent'anni, concentrata soprattutto nelle Regioni dell'Appennino centrale: Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo. Qui infatti sono localizzati gli epicentri dell'87% dei sismi di magnitudo superiore a 3.0». Così l'Istat nell'Annuario statistico italiano edizione 2017 (un volume organizzato in 24 capitoli). «Nel complesso - continua il rapporto - sono stati 140 i Comuni colpiti dagli effetti della sequenza sismica, compresi quelli colpiti dalle scosse del 18 gennaio 2017, con epicentro in provincia de L'Aquila».


AUTO E AMBIENTE
Nel 2016, il parco veicoli è composto da circa 43 milioni di autoveicoli, 620 mila in più rispetto al 2015. E la stragrande maggioranza, l'88,4%, sono auto. La predilezione degli italiani per le quattro ruote si riflette anche negli spostamenti per studio o lavoro: nel 2016 utilizza un mezzo di trasporto il 72,8% degli studenti e l'87,9% degli occupati e il mezzo più diffuso è l'automobile, utilizzata come passeggero dal 37,3% degli studenti e come conducente dal 68,9% degli occupati.

«Nel 2016 l'inquinamento dell'aria, i cambiamenti climatici, la produzione e lo smaltimento dei rifiuti si confermano i problemi ambientali che hanno suscitato maggiore preoccupazione negli italiani». Secondo il report, «traffico e difficoltà di parcheggio sono invece i problemi maggiormente sentiti dalle famiglie con riguardo alla zona in cui risiedono». 
Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 00:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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