Inchiesta escort, ora si indaga su appalti
Mills, tagliati testimoni: verdetto più vicino

Berlusconi lascia il tribunale (foto Paolo Salmoirago - Ansa)
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Lunedì 19 Settembre 2011, 11:22 - Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 19:53
ROMA - Il premier Silvio Berlusconi a Milano per il processo Mills, che lo vede imputato per corruzione in atti giudiziari. Per essere presente, ha annullato la trasferta a New York dove avrebbe dovuto partecipare all’assemblea dell’Onu, fatto aspramente criticato dalle opposizioni. Intanto la procura di bari apre un nuovo filone d'indagine sugli appalti, stralciato dall'inchiesta escort, e i magistrati napoletani studiano la strategia per l'audizione del premier in qualità di parte lesa nell'inchiesta sulla presunta estorsione del duo Tarantini-Lavitola.



«Che brutta faccia». All’arrivo in Tribunale, Berlusconi si è rivolto i giornalisti con una battuta: «Io sto bene, ma voi che brutta faccia che avete». «Così brutte?» gli ha chiesto un giornalista. «Scherzavo», è stata la risposta. E alla domanda: «Ci dice qualcosa presidente?». Berlusconi ha risposto con un'altra battuta, con un sorriso: «Qualcosa». Poi ha chiarito che per il momento non intende rilasciare alcuna dichiarazione, casomai dopo l’udienza.



Berlusconi ha poi lasciato l'aula e ai giornalisti non ha risposto. Il premier Berlusconi non ha rilasciato alcuna dichiarazione, ha abbassato il finestrino dell'auto e ha salutato giornalisti e operatori che lo attendevano davanti alla porta carraia di via Freguglia. Alcune persone dalle transenne hanno gridato: «Coraggio Silvio», mentre altre hanno urlato: «Dimettiti! Dimettiti!».



Un appello per salvare il processo e anticipare quindi i tempi delle rogatorie in Inghilterra è stato lanciato in aula dal pm Fabio De Pasquale, alla presenza anche di Silvio Berlusconi. Il pm, in sostanza, ha chiesto di anticipare rispetto alla fine di ottobre l'audizione dei testi inglesi tra i quali David Mills che ha dato la disponibilità per il 24 dello stesso mese ad essere sentito: «Fissare al 31 ottobre significa che il procedimento dibattimentale è bloccato anche senza logica. Se c'è una possibilità che questo processo arrivi a conclusione, bisognerebbe fissare le rogatorie in tre giorni consecutivi e non a data così lontana». «È un estremo appello che rivolgo al tribunale», ha aggiunto. I giudici ora sono riuniti in camera di consiglio per decidere sulla richiesta del pm e sull'istanza della difesa del presidente del consiglio di inserire nella loro lista testimoniale altri due testi che furono tolti tempo fa.



I giudici hanno deciso di tagliare le testimonianze di una decina di testi, in particolare quelle per rogatoria, e dunque la sentenza adovrebbe arrivare in tempi più rapidi. L'ultimo testimone da sentire sarà proprio l'avvocato David Mills il 24 ottobre e poi il 28 ottobre è fissato l'interrogatorio di Berlusconi. Il collegio della decima sezione penale, presieduto da Francesca Vitale, ha deciso con un'ordinanza che ha sorpreso anche le parti, di escludere alcuni testimoni che dovevano essere sentiti per rogatoria a Londra. Il pm di Milano I giudici sono andati oltre le richieste del pm De Pasquale e hanno deciso di tagliare le testimonianze per rogatoria ritenendole «superflue», perchèsi è tentato «inutilmente» di effettuare le rogatorie in Inghilterra, ma la risposta non è stata adeguata. Dunque, i giudici hanno deciso che al posto delle testimonianze verranno utilizzati i verbali delle rogatorie già effettuate sentendo gli stessi testimoni nel settembre del 2007. Inoltre, la decima sezione penale ha escluso anche altri testi che erano nella lista della difesa e non ha accordato ai difensori del premier due nuovi testimoni che avevano chiesto. In totale, dunque, sono state eliminate dal processo una decina di testimonianze.



«La presenza della difesa è ormai inutile in questo processo», ha commentato l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Silvio Berlusconi. Ghedini, dopo la lettura dell'ordinanza, si è rivolto ai magistrati spiegando che con questa decisione hanno «revocato dei testimoni, senza che sia avvenuto alcunchè nel frattempo, mentre erano state avviate già delle rogatorie». L'altro difensore, l'avvocato Piero Longo, ha parlato di un «tribunale che rinuncia alla sua giurisdizione», dato che «non ha nessuna domanda da fare a questi testimoni», già sentiti per rogatoria nel 2007. Parlando con i cronisti, Ghedini ha affermato che si tratta di una «decisione incredibile, perchè noi non abbiamo spazi di manovra e la presenza della difesa in un processo diventa inutile quando non ti fanno ascoltare i testimoni».



Ghedini ha spiegato che sarà lo stesso Berlusconi a decidere se farsi interrogare o meno il 28 ottobre. «Non lo so», ha risposto Ghedini ai cronisti che gli hanno chiesto se il premier si sottoporrà all'interrogatorio il 28 ottobre. «Se Berlusconi si farà interrogare lo deciderà lui - ha aggiunto il legale - comunque qualsiasi atto di difesa di fronte alla decisione di oggi è inutile». Il riferimento di Ghedini è all'ordinanza con cui i giudici della decima sezione penale hanno cancellato le testimonianze previste, lasciando solo l'udienza del 24 ottobre per sentire David Mills, già processato.



La procura di Bari ha aperto un nuovo filone di indagine su una decina di appalti, con l'ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla turbativa d'asta, concentrando l'attenzione anche sui vertici di Finmeccanica. La procura, conclusa l'indagine sulle ragazze e sulle escort portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze del premier, indaga sul tentativo, poi fallito, di Gianpi di mettere le mani sugli appalti che contano, utilizzando proprio le escort per arrivare a chi era in grado di turbare le gare di appalto. L'esistenza del nuovo filone emerge dal provvedimento di stralcio contenuto nel fascicolo sulle escort.



Nel fascicolo-stralcio sarebbe contenuto anche l'incontro del 21 gennaio 2009 nell'hotel de Russie di Roma in cui si parlava di un appalto da 55 milioni da smembrare e da far vincere agli amici di Gianpi. A quella riunione parteciparono Tarantini, Lea Cosentino (all'epoca dg della Asl Bari e per questo ribattezzata lady Asl) e gli imprenditori pugliesi Cosimo Catalano della Supernova di Lecce ed Enrico Intini. Ma gli accertamenti riguardano anche altri personaggi, in particolare i vertici di Finmeccanica, rappresentanti nell'incontro romano da Rino Metrangolo (che curava gli interessi del gruppo Finmeccanica e che ha usufruito delle escort messe a disposizione da Gianpi, come emerge dagli atti già depositati). Negli atti depositati ricorrono i nomi di diversi altri dirigenti di Finmeccanica, tra cui il manager di Seicos (società del gruppo) Domenico Lunanuova e lo stesso presidente della holding Pierfrancesco Guarguaglini.



La procura di Napoli attende che si definisca la questione della competenza prima di prendere iniziative sull'interrogatorio del premier Berlusconi in qualità di teste nell'ambito dell'inchiesta sul presunto ricatto ai suoi danni. Lo ha spiegato il procuratore, Giovandomenico Lepore, sottolineando che non si può parlare di ultimatum al premier scaduto ieri sera, precisando che la richiesta alla Camera per l'accompagnamento coatto costituirebbe soltanto una extrema ratio.
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