Il Messaggero compie 140 anni, festa a Cinecittà con Mattarella. Cusenza: «Un giornale popolare con Roma al centro»

Martedì 18 Settembre 2018
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Il Messaggero compie 140 anni, festa a Cinecittà con Mattarella. Cusenza: «Un giornale popolare con Roma al centro»

Il Messaggero festeggia i suoi 140 anni di storia. Giovedì 20 settembre cornice d'eccezione sarà il set dell'Antica Roma degli studi di Cinecittà, luogo simbolo della città. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la serata si aprirà con un saluto del Cavaliere del Lavoro Francesco Gaetano Caltagirone, presidente de II Messaggero.

Verrà poi presentato un video, prodotto da Rai Storia con immagini delle teche Rai e dell'archivio del giornale, che ripercorre la storia del quotidiano. Il direttore Virman Cusenza sottolinea: «Festeggiamo i nostri 140 anni all'insegna della coerenza».
 

Seguiranno i saluti dell'Amministratore Delegato, Azzurra Caltagirone, che introdurrà una serie di dialoghi sui temi del giornale, della Capitale e del Paese. Il Direttore, Virman Cusenza, dialogherà con il Prof. Romano Prodi; Franca Giansoldati con il Cardinal Gianfranco Ravasi; Alvaro Moretti con il maestro Gigi Proietti; Osvaldo De Paolini con il banchiere Carlo Messina; Massimo Caputi con la campionessa di nuoto Simona Quadarella; Andrea Andrei con Riccardo Zacconi, creatore di Candy Crush; Massimo Martinelli con il Capo della Polizia, Franco Gabrielli e infine Veronica Cursi con Branko.

Il sito Internet. Nel corso della serata sarà anche presentato il nuovo sito internet de Il Messaggero completamente rinnovato. Nella seconda parte della serata, che si svolgerà nel Foro del Set di Roma Antica, verrà proiettata la video installazione prodotta dall'Archivio Storico dell'Istituto Luce, che racconterà, attraverso le prime pagine del giornale, importanti avvenimenti che hanno segnato la Storia del Paese, dagli Ori Olimpici alle vicende dei Papi, dalla Dolce vita alle battaglie sociali e civili.

Cusenza: «I nostri 140 anni con Roma al centro». Un giornale «popolare» che è rimasto coerente con la sua vocazione e la sua storia che inizia nel lontano 1878, centoquaranta anni fa. È il direttore del Messaggero, Virman Cusenza, a delineare così l'identikit della testata che venerdì 21 settembre sarà in edicola con un lungo inserto dedicato al suo percorso a Roma e nella storia del paese.

«È un giornale che festeggia i 140 anni all'insegna della coerenza: Il Messaggero di oggi è rimasto fedele allo spirito e ai principi con cui ha esordito. Mi riferisco in particolare al fatto che è un giornale popolare che ha la vocazione di mettere Roma al centro di tutto e prima di tutto». Il quotidiano di via del Tritone, nelle parole del suo direttore «si batte contro tutto ciò che non funziona nella città e anche nel paese, è un giornale che aspira ad assumere la funzione di difensore civico. Vogliamo tutelare il lettore/cittadino se è vittima di un diritto calpestato, aiutare a vivere meglio in una città molto complicata come Roma». Ma non solo. Di Roma Il Messaggero vuole anche esaltare la missione: «poiché non è solo la capitale ma anche l'anima del nostro paese, difendere Roma significa difendere l'Italia e la sua identità» osserva Cusenza che tra i valori fondanti del giornale indica anche la laicità.

Ciò detto, non solo «il rapporto con il Vaticano è eccellente, ma - racconta Cusenza - in un incontro recente Papa Bergoglio ha tenuto a dirmi che Il Messaggero è il primo giornale che legge al mattino, dicendomi che ci ritrova le cose che gli interessano di più nel modo in cui gli interessano: l'ho trovato un bellissimo complimento».

La grande tradizione romana del giornale non toglie che la sua diffusione sia nazionale: l'area in cui è più diffuso comprende oltre il Lazio, l'Umbria, l'Abruzzo, le Marche fino al Molise. «Praticamente coincide con i confini dello Stato Pontificio» osserva sorridendo il direttore.

Altro punto di forza l'indipendenza e l'autonomia del giornale «caratteristiche che sotto la gestione Caltagirone sono state molto rafforzate». Il quotidiano «ha mantenuto una sua identità non ascrivibile a nessuna area politica in particolare ma a una trasversalità che poi ne costituisce la forza», sottolinea il direttore per il quale cosi facendo Il Messaggero «è tornato coerente con lo spirito delle sue origini». «A tale proposito abbiamo potenziato le inchieste, un approccio che abbiamo esteso e approfondito alla cronaca di Roma, che per noi è il cuore del giornale, e potenziato moltissimo il quotidiano online con una informazione tempestiva e aggiornata sui fatti del giorno».

Ultimo aggiornamento: 20 Settembre, 18:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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