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Hotel Rigopiano, una trentina di dispersi sotto la slavina. Ci sono anche i bambini

Hotel Rigopiano, una trentina di dispersi sotto la slavina. Ci sono anche i bambini
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Giovedì 19 Gennaio 2017, 13:41 - Ultimo aggiornamento: 20:20

«Al momento nessun segnale dai dispersi». Lo comunicano, via Twitter, i Vigili del Fuoco arrivati anche via terra nella zona dell'hotel Rigopiano, albergo di Farindola, comune in provincia di Pescara alle pendici del Gran Sasso in Abruzzo, travolto ieri da una slavina. Sul posto le squadre Usar dei Vigili del Fuoco specializzate nella ricerca e nel recupero delle persone sotto le macerie e dotate di unità cinofile.

Sarebbero state 34 le persone presenti all'interno dell'Hotel Rigopiano. «Le persone registrate in Questura ufficialmente sono di meno, ovvero 22 ospiti e otto dipendenti - spiega il sottosegretario regionale, con delega alla Protezione civile, Mario Mazzocca, dal Centro di raccolta allestito nel palazzetto dello sport di Penne -. Però è verosimile che ci fossero degli ospiti (4, si presume) e dunque il numero dovrebbe essere questo».

Stefano e Francesca erano alla loro prima vacanza insieme. Luciano e Silvana dovevano ripartire martedì ma sono rimasti un giorno in più a causa del maltempo. Emanuele, invece, era lì tutti i giorni: ci lavorava all'hotel Rigopiano, spazzato via da una valanga. Sono storie di gente normale, di famiglie e coppie che volevano soltanto passare qualche giorno lontano dalla solita vita e magari godersi il silenzio delle montagne dalle vetrate della Spa. Gli unici numeri certi, al momento, sono le 35 persone tra ospiti e dipendenti che erano presenti all'interno della struttura, i due superstiti recuperati nelle prime ore della mattina, un cadavere già estratto e un altro individuato. Degli altri 31, dunque, non ci sono ancora notizie ufficiali, classificati come 'dispersì.
 

 


Dispersa è la famiglia di Domenico di Michelangelo, un poliziotto in servizio a Osimo, nelle Marche, ma nato a Chieti, ai piedi di questa montagna bella e aspra: con lui c'erano la moglie Marina Serraiocco, abruzzese anche lei, di Popoli, e il loro bimbo di sette anni. Il piccolo è uno dei tre bambini che sicuramente erano presenti nella struttura: oltre a lui c'erano infatti i figli di 6 e 8 anni di Giampiero Parete, l'uomo che per caso si è salvato e che ha dato l'allarme. «Mia moglie aveva mal di testa e aveva bisogno di una medicina che era in macchina. Allora sono uscito dall'albergo e sono andato in auto. Mentre tornavo verso l'hotel ho sentito rumori e scricchiolii e ho visto la montagna cadere addosso all'edificio. Li sotto ci sono ancora mia moglie e i miei due figli».

Come dovrebbero esservi Stefano Faniello, 28 anni compiuti due giorni fa e Francesca Bronzi, 25. I due fidanzati erano alla loro prima vacanza insieme. Lo raccontano i due papà, mentre scendono dalla montagna con le lacrime agli occhi. «È una tragedia, ho mia figlia la sotto - dice Gaetano - era andata a fare una giornata con il ragazzo, c'è suo padre qui accanto a me. Volevano passare un week end ma sono rimasti su». Erano un regalo per Stefano, questi due giorni di wellness e benessere. «Non erano mai venuti qui - aggiunge papà Alessio - Ma la speranza c'è ancora e noi aspettiamo. Non ce ne andremo». Anche Roberto Del Rosso era sicuramente in albergo. «Viveva praticamente lì, non lo abbandonava mai» dicono a Contrada Mirri, l'avamposto più vicino - 4 case - all'hotel. Umberto era, è, l'amministratore delegato del Rigopiano. Fino a sei, sette anni fa era in società con i fratelli.

Poi si è preso tutto e ha ristrutturato: la piscina, la spa, il centro benessere. Ed erano andati proprio per quello Luciano Caporale e Silvana Angelucci, di Lanciano di Chieti. Parrucchieri entrambi, erano arrivati domenica e dovevano partire martedì mattina. Quando hanno visto le nevicate, però, hanno deciso di fermarsi un altro giorno, senza sapere che sarebbe stato l'ultimo. In vacanza erano Marco Vagnarelli e Paola Tomassini, di Castignano in provincia di Ascoli. Lui dipendente dell'Ariston, lei di Autogril, erano due giovani sereni e tranquilli, dicono i conoscenti «Ci siamo sentiti che stavano per ripartire - racconta il fratello di lei - aspettavano che la strada fosse liberata per andare via». Ma erano preoccupati? «Della neve no - dice - erano preoccupati dalle scosse di terremoto della mattina». Lo erano anche Emanuele e Fabio, due dipendenti. Fabio, che «sapeva fare tutto e faceva un pò di tutto, il falegname, il muratore, il tuttofare», è uscito assieme a Giampiero. Anche lui si è trovato fuori per caso. Emanuele, invece, lo stanno ancora cercando. Assieme a Jessica, Marco e tutti gli altri.

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