Gratta e vinci “manomessi”, la mega-truffa dei coniugi tabaccai

Martedì 10 Aprile 2018 di Petronilla Carillo
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Realizzavano piccole abrasioni sui tagliandi dei «gratta e vinci», quasi impercettibili ad occhio nudo. In questo modo riuscivano, attraverso l’uso improprio delle apparecchiature telematiche, ad individuare quelli con le combinazioni vincenti, il cosiddetto box number, che passavano subito all’incasso, rimettendo in vendita gli altri. Dei piccoli graffi talmente impercettibili che i clienti che acquistavano quelli non vincenti non si accorgevano di nulla. In questo modo una coppia di coniugi, che gestisce un tabacchi in via Posidonia, non solo si arricchiva delle vincite ma guadagnava anche sulle vendite dei tagliandi. Vincite che, una volta messe tutte insieme all’incasso, hanno insospettito i responsabili dei Monopoli di Stato i quali si sono rivolti ai carabinieri per effettuare un accesso all’interno della rivendita ed eseguire i normali controlli.

È stato così che i militari della stazione Mercatello, coordinati dal maggiore Pier Paolo Rubbo e dal tenente Bartolo Taglietti, hanno controllato la rivendita di tabacchi, gestita da due anziani coniugi di Fisciano e individuato elementi utili per inchiodarli alle loro responsabilità. I due sono stati difatti denunciati per i reati di falsificazione, frode nell’esercizio del commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e truffa continuata in concorso. 

In pratica, nel corso dei controlli, i carabinieri hanno accertato che dal 2011 la coppia aveva incassato un milione e 300mila euro - comprensiva anche della percentuale prevista dalle vendita - di biglietti vincenti. Ma non solo. Quando sono entrati all’interno dell’esercizio e hanno chiesto di verificare i «gratta e vinci» i militari dell’Arma hanno trovato, e quindi sequestrato, ben 12mila taglianti alterati per un valore complessivo di circa 12.000 euro. 

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Ultimo aggiornamento: 09:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA